lunedì 28 dicembre 2009

Sette giorni in sala d'attesa sono troppi.
Avevo un codice rosso, mi hanno ignorata.
Davanti alla porta scorrevole due figli sono rimasti a guardare la madre fumare.
Io li vedevo dal vetro se voltavo la testa.
Da quando sono entrati non li ho più visti uscire.
Ho provato ad alzarmi per parlare con qualcuno perchè sentivo il dolore uscire da dentro.
Mi dicevano di codici rossi più gravi del mio e che io avevo solo paura di morire.
Sono rimasta seduta con le gambe sempre più scomposte.
Ho provato a chiamarti, ma il tuo telefono non prendeva così ho smesso e ho trovato nuovi malati con cui parlare.
Tutti codici gialli.

Quando finalmente hanno fatto il mio nome il dolore era uscito tutto e dentro non era rimasto più nulla.

domenica 27 dicembre 2009

Tutta colpa dello zucchero. Punge il dito e lo lascia sanguinare. Misura gli eccessi.
Si alza dalla sedia esce dalla stanza entra nella stanza, quell'altra.
Il Cuore si innervosisce, se fosse vuoto avrebbe il tempo di respirare ma tutto quel peso lo schiaccia e occupa spazio.
Mangia ancora torta, beve ancora vino. Ruba le mandorle da sopra il dolce.
Succhia lo zucchero dalle mandorle. Scarta le mandorle e il Cuore si irrita.
Le cose bianche non dovrebbero fare male.

sabato 26 dicembre 2009

Senza di te mi si spezzano le ossa. Crolla tutto il corpo.
Dopo tutti gli anni ad apparecchiare la tavola e a sederci difronte io senza la tua mano a fine pasto non riesco più ad alzarmi, a tornare in piedi.
Mi appoggi sul divano e mi copri le gambe poi sistemi gli avanzi in cucina. Li sistemi sempre male perchè non li copri e si seccano nel frigo.
Non ti sei mai accorto che non li mangiamo il giorno dopo. Poi torni e non parliamo perchè siamo stanchi. Ti siedi vicino e guardiamo la televisione.
Non capisco come fai a non avere mai freddo. E dire che siamo vecchi uguali.

giovedì 24 dicembre 2009

Così diceva.

Dovrò urlare qualcosa che ti rimbombi dentro la testa un treno in corsa sulle tempie e dentro il cuore.
Sopravviveremo.
Il treno manca di visione frontale ed anche io.

giovedì 10 dicembre 2009

Per me che ti amo anche da sobria è normale vedere dal finestrino della macchina i rami degli alberi tagliare la luna a spicchi.

martedì 24 novembre 2009

Secondo me adesso sei piegato su te stesso con il sedere schiacciato contro un gradino.
Il freddo non lo senti e tieni tutti e due gli occhi bassi.
Prima guardavi le facce ma non avevi bisogno di stare così vicino per riconoscerle.

La camera di fianco alla tua è sempre vuota e la pianta di basilico nell'angolo in terrazza è morta. Hai smesso di annaffiarla con il brutto tempo ma la pioggia non basta e le stagioni fanno quello che devono anche con le piante.

Tu potresti rimanere sdraiato sul letto giorni interi ascoltando sempre la stessa canzone e imparare tutti gli accordi male ma impararli.

Riprenditi un pò di vita in mano riportala dove ancora vi divertivate insieme e vi davate dei baci profondissimi come adolescenti.

domenica 22 novembre 2009

D'istruzioni.

Prendete un coltello.
Prendetelo grande, da impugnare con due mani.
Poi scavalcate la sua gamba sedetevi su di lui mentre dorme.
Se volete, prima, accarezzategli il viso piano.


(Ora prendete le misure, prendete le distanze e affondate la lama dentro la carne, trapassando i vestiti.
I colpi devono essere netti e decisi.
La lama deve entrare e poi uscire, tutta.

Se preferite non lo guardate, potreste sentirvi a disagio fissando i suoi occhi.)

giovedì 19 novembre 2009

Rimani ore con la testa piegata.
Vedo solo il collo le mani appoggiate le ginocchia che premono sul pavimento con i piedi che si muovono sul tappetino.
Quindi sento l'eco da qui fortissimo.
Tremi con le braccia scomposte potrei anche decidere di sollevarti dalle ossa.

Sistemo le tue magliette stropicciate e liscio le piaghe sui lati.
Domani le butterai di nuovo tutte sul divano.
Scegliere come appoggiarsi i vestiti addosso sacrifica le ore.

Non riesco più ad abbracciarti perchè mi fai male.

martedì 17 novembre 2009

Punto di fuga.

Le preoccupazioni si raggrinzano sulla fronte.
La loro pretesa è di farsi notare così come sono, visibili e mute.

Sposta le mani dal tavolo chiudendole tra le gambe.
Chiude il corpo nell'angolo e spezza silenzi complici ad ogni morso.

Potesse solo alzarsi e camminare in una direzione nota senza alzare lo sguardo.
Trovare un punto sicuro in un giorno in cui ogni persona è diventata inutile.

lunedì 16 novembre 2009

Giustificando lo squilibrio.

Quando cammini e non senti i piedi perchè fa freddo vienimi ancora a dire che non mi sforzo di arrivare da te.
Ogni volta mi bagno fino alle caviglie.
Piove ogni volta che mi chiedi di passare.
Ogni volta che piove tu mi chiedi di passare.
Mi copro di strati cercando di mantenere una forma.
Poi mi butto sulla strada per arrivare in orario.
Fingo di non avere altro da fare
perchè è meno importante di te che mi asciughi e chiedi scusa.
Ogni tanto penso che forse non puoi muoverti.
Se superassi la soglia di casa diventeresti acqua e ti pesterei sul pavimento.
Io ti pesterei.
Tu non puoi muoverti, ecco perchè devo farlo sempre io.

domenica 8 novembre 2009

Rumorose conclusioni.

Le grida dalla vostra cucina trapassano i muri ed il mio letto trema. Potreste urlare a bassa voce rinfacciarvi delusioni e rimpianti a bassa voce. Non è necessario condividere tutto questo rancore. Trema il cuscino sotto la testa e non posso smettere di ascoltarvi, adesso siete tornati indietro di molti anni non ci sono parole gentili nemmeno per allora. Non ci sono più parole gentili. Chiusi tra la lavastoviglie ed il tavolo coprite ogni altro rumore rigettandovi addosso tutto. Restituiscimi il tempo in cui appena sveglia ero bella restituiscimi il tempo in cui appena sveglio riuscivo a spostare le coperte ed alzarmi rapido. Mi hai annoiato la pelle e non ho voglia di cambiarmi i vestiti di cambiarti gli sguardi. Le cene senza sapore complici in un silenzio indifferente. Come possiamo adesso pensare di non urlare.

lunedì 2 novembre 2009

Migrazioni.

E gli uccelli appollaiati urlano dentro gli alberi ed è buio.
Riusciamo a vedere solo la sagoma incastrata tra le foglie.
Sentiamo il loro grido che forse è un richiamo.
Tutti vicini organizzano la migrazione mentre piove da ore piove acqua storta e lui esce e non si bagna sotto l'impermeabile anche se la pioggia è in diagonale.

Le lenzuola contro la pelle ed il suo odore che è tutto mescolato con il mio.
E non importa se sei sporco e non importa se ci svegliamo ed è buio.

mercoledì 28 ottobre 2009

Io non voglio fare questo lavoro.

Arrivano e sbagliano strada almeno tre volte.

Rotonda dove sono le indicazioni
rotonda indicazioni sbagliate
rotonda indicazioni giuste.

Trovare il palazzo grigio tra altri palazzi grigi risulta molto più complesso del previsto:
e dire che la strada adesso è tutta dritta, noiosa. E grigia.

Poliziotti documenti sbarra del parcheggio parcheggio.
Firma e foglietto perchè sei un visitatore.

Lui è perfettamente vestito, il colore della giacca quasi riprende quello dei capelli.
Lei ostinata nel suo ostentare tappeti e tende con bottoni.

L'obiettivo di questa mattina è trovare il modo migliore per non farsi assumere per un lavoro che non gli interessa e non vuole riuscendo ad imparare qualcosa di reale e sfruttabile in un prossimo futuro.
Quindi entrare chiedere in portineria notare che solitamente all'ingresso c'è una donna bella e ben vestita quando qui c'è un uomo bello e ben vestito. Apprezzare questo fatto.

Le palazzine sono tutte brutte uguali.
Ingombranti e monolitiche.
Un unico bar ed una finta piazza di paese ricavata nel cemento dove i lavoratori conversano con tramezzini di plastica in una mano e assolutamente niente nell'altra.

La scelta dell'architetto per rendere umana l'azienda è stata quella di inserire la presenza di animali.
Al centro delle strutture non c'è un parcheggio. Un parco di modeste dimensioni. Una colata di cemento per ore d'aria.
C'è un lago.
Un lago e angoli di verde con alberi imponenti che sembrano ridipinti di verde per quanto sono verdi.
Un lago, alberi verde tempera e animali.
Pavoni papere ed enormi carpe affamate di briciole di panini.
Voraci carpe affamate di briciole di panini.

Nessuno però li guarda gli animali. Parlano nella piazza con le mani piene di niente.
Voltano tutti le spalle al lago e le papere alzano il collo al cielo.

Il tentativo di rendere umano un luogo grazie alla presenza di animali
ha reso gli animali l'unica presenza umana.


Infilare tesserino da visitatore nell'apposito contenitore alza sbarra, ridere e scappare.
La vita toglie parti fondamentali del corpo
tutte quelle che servono per continuare a respirare senza tubi aiuti labbra altrui.
Il suo dolore è arrivato solo oggi e camminare serve anche a non lasciarsi guardare negli occhi ma i tuoi sono sensibili e bagnati.

Non lo puoi comandare, il dolore.
Indirizzarlo ridurlo piegarlo.
Non puoi farlo.

E adesso lei è stretta dentro le braccia di sua madre e nulla può toccarla.

sabato 17 ottobre 2009

Spezzati.

Quindi dice che anche il caffè era amaro. Anche le passeggiate e tutte le cose che avete comprato insieme lei non le guarda nemmeno più. Ieri avete provato a fare qualcosa di diverso dici. Li ho visti anche io i suoi occhi curiosi e lontani da noi intorno al tavolo. Credo sia già andata via anche se la mattina ti dice buongiorno e ti sveglia. Ma è sempre già vestita.

Quindi adesso dovrei cercare di abbracciarti in modo tale da farti piangere.
Solo per sfogarti senza dirlo a nessuno senza fare necessariamente rumore.
Puoi nasconderti dentro il maglione, è largo.
Quando cammini fai un rumore strano che mi distrae ogni volta. Forse la forma dei tuoi passi tocca punti strani dell'asfalto.
Lo picchia.
Io cerco di distrarmi guardando bancarelle vuote mentre i venditori riempiono furgoni pieni di oggetti delicati.
Vorrei lasciarti li da solo a calpestare le pietre.
Dovessi rimanerti vicino le solleverei una ad una per tirartele tutte sulla faccia e contro la pancia.

mercoledì 14 ottobre 2009

Ed i treni notturni che portano verso girandole emotive.

lunedì 12 ottobre 2009

Le notti insonni dei peccatori abbracciati a corpi estranei.
Anime disperse per le strade.

Ed è come se la mia vita non mi bastasse
e ne volessi mille altre
succhiandovele via senza ritegno.

Passi leggerissimi.

Adesso devi spiegarmi come fai a parlare direttamente con le mie parti più sensibili e poi rimanere in silenzio mentre perdo interi momenti ad avere voglia di vederti. Il degrado che al momento si trascina attaccato a certe parti del corpo non è necessariamente negativo. Questione di prospettive, obiettivi e residui.

Sembra che tu ti sia preso, ancora non ho capito bene come, uno spazio.
Questo mi preoccupa non poco.

sabato 10 ottobre 2009

Non ho l'età.

L'immaturità di certi problemi stordisce gli occhi.
Come si rimane fermi nelle cose annegandoci dentro.
Questa è colla dove avvolgi il tuo corpo ancora più stretto
bloccando i pori togliendo l'aria.
Queste tue pene autoinflitte mi preoccupano e deprimono sinceramente.

venerdì 9 ottobre 2009

La ragazza del bagno.

Con la tua discreta ironia rimani seduto da un lato a guardarmi. Non parli poi molto ed il tuo odore è buono anche dopo una giornata di file e disastri. Incontrarsi in luoghi intimi dietro le tende e non vedersi più se non di sfuggita cercando altri posti che ho perso per strada convinta di sapermi già orientare qui, perchè la città è piccola. Ma le vie mi sembrano tutte belle uguali. Adesso mi chiedo come mai ero cosi attenta a sistemarmi i vestiti mentre avrei dovuto prestare attenzione alla loro conversazione. Ma ero così stanca e poi sentivo il tuo odore seduta per terra.
Le colpe ricadono involontariamente su di te.

giovedì 8 ottobre 2009

Lo scandalo del tuo tradimento mi riporta alle origini.
Le possibilità precluse diventano il desiderio di un folle.

lunedì 5 ottobre 2009

Lei disse a lui.

Per favore, non pensarmi.
Oppure fallo in silenzio,
senza coinvolgermi.

domenica 4 ottobre 2009

Ho sognato di incontrarti, ed eri vestito elegante. Ti baciavo sulla guancia ed era sudata.
Il realismo di certe immagini proiettate talvolta mi spaventa e questa mattina ero convinta di averti parlato ieri. Mi raccontavi che ti serviva un abito mentre allentavi la cravatta come fanno nei film in bianco e nero dopo i matrimoni. Abbiamo parlato mi ricordo il tono della tua voce ed il colore della pelle. Le scene nei sogni cambiano all'improvviso e quindi mangiavi allo stesso tavolo mischiato di miei e tuoi amici mentre io ti rubavo una sigaretta che era morbida.
Ci rubavamo anche i baci per la strada come se fosse una tenera abitudine.

sabato 3 ottobre 2009

Sorrisi sprecati.

Ed io che mi sono fatta male.
Ed io che non mi farò più male.

Dolore auto inflitto attraverso interpretazioni autobiografiche.
Fraintendere tutto e ridimensionarti.
Rilegarti ad una immagine impressa in mille stampe tutte uguali.
Scusa per tutte le frequentazioni passeggere e per le illusioni momentanee.
Scusa se ho pensato che non fossi furbo.
Scusa se ho pensato che fossi rimasto come quando esistevano le mille lire.

Non riesco ad odiare perchè
mi hai ricordato che perfino io ho un cuore
o uno spazio nel corpo abbastanza grande per poterne contenere uno.

mercoledì 30 settembre 2009

Persone piccole.

Il potenziale assassino camminava frenetico sul bordo della strada. Le macchine preoccupate scansavano il corpo e le braccia agitate. Chiedere aiuto non significa urlare senza emettere suoni. Le apparenze che difendi con tanta tenacia ingannano i deboli ingannano i fragili. Non potremo mai nemmeno cominciare a parlare perchè le donne libere non ti sono mai piaciute. Le donne che amano troppo sono quelle che amano gli altri e non loro stesse. Forse non ti hanno mai detto che la maleducazione esasperata è patetica e porta a compatire le insofferenze di chi la manifesta. Non ci sono veri amici non ci saranno quando avranno trovato un percorso alternativo all'ozio. La tua donna potrà rassicurarti fino a quando non urlerai sulla faccia di vostro figlio tutte le tue frustrazioni che sono cosi radicate da non sembrare reali. Sarai sempre triste. Spero che questo gioco di sparizioni e apparizioni sia definitivamente concluso perchè stai regredendo nel tempo. Stai tornando indietro. L'autosufficienza è la base della follia quando si tramuta in solitudine. Solitudine di quello che sei e che nascondi con tutte le tue forze.

martedì 29 settembre 2009

La morte dei miei masochismi coincide con la riformulazione delle tue malattie mentali.
L'illusione ottica di guarigioni posticce mi ha definitivamente privata delle minime forze di risposta.
Certi tristi sentimenti avrei voluto non riservarteli ed ora sono gli unici che mi restano.

domenica 27 settembre 2009

Riuscire a vedere del romanticismo nella casualità
rasenta la disperazione
o quantomeno
una forma di evoluto auto convincimento.

Dimenticatodio.

Continuo ad incontrarti a vederti da lontano.
Noi ci muoviamo per la città seguendo gli stessi percorsi a distanza di pochi metri e secondi.
Vorrei chiederti se l'anno di dolori è finito anche per te se l'odio ti è rimasto addosso o se lo hai lavato via. Abbiamo smesso di proteggerci abbiamo smesso di conoscerci. Sono guarita da molte delle mie mancanze e mi chiedo se riesci a fotografare anche le persone che non conosci.
Sei stato una lama anche il manico era una lama.
Non capisco cosa ci sia oltre il vento in faccia oltre le tue protezioni in velocità.
I silenzi dell'indifferenza sono dolorosi anche quando ho impiegato mesi a costruirli.
E mi mancano le tue parole.

Il tempo dei ritorni.

I tuoi stadi di apatia sono diventati rischiosi e non puoi più permetterti di salire sul treno e sentire parlare tedesco.
I tuoi stati di apatia finiscono oggi che ci abbracciamo con sei braccia.
Quindi tu non preoccuparti delle nuove frenesie perchè riuscirai a regolarle, potendone gestire ritmo e dimensione.
Tornerai qui e perfino la strada -che se fosse di sabbia avrebbe le tue orme- ti sembrerà nuova.
Rimarrai atipico e distratto ma saranno solo impercettibili dimenticanze.
La faccia che credi di aver perso è solo rimasta nascosta dietro le scuse di una città lenta e rischiosa.
Le fatiche dell'inverno toglieranno ogni peso dalla tua gola e non dovrai più sputare.
Avremo tempo per lamentarci ed inseguirci tra gli impegni.
Avremo tutto il tempo per essere felici.

sabato 26 settembre 2009

Per quanto mi riguarda potresti morire domani. Contorcerti nel letto urlare dolore e ritrovarti per la prima volta a guardare con gli occhi aperti. Non ho la pretesa di vederti esalare l'ultimo respiro se fossi li cercherei di restituirti tutti quelli che mi hai involontariamente regalato. Rimangono solo sensazioni che mi ostino a tenere strette al corpo fingendo che siano simili alle tue che anche tu sia voluto andare oltre i corpi. Oltre i nostri corpi. Ma la pelle che tocchi non ha sempre il mio sapore non ha sempre il mio bisogno di andarsene la mattina e poi rimanere cercando giustificazioni. Le spine rimangono conficcate nelle dita. Ne ho ancora una che ostinata si è affezionata a me. Cercando di toglierla l'ho spinta ancora più dentro. Non procura nessun dolore ma è lì. Le metafore sono utili meccanismi di sostituzione a tutto quello che ho da dirti e che non ascolterai mai. Con venti ore di treni ieri pensavo a quale fosse il modo migliore per accettare il fatto che non andremo mai al cinema. Non andremo più a cena. Non faremo nulla di normale nulla che accumuli le ore sulle ore i sorrisi sulle parole e i pensieri nei giorni sempre successivi. E' solo colpa tua se non so chi sei. Ed è solo colpa mia se persevero nel voler credere che tu sia solo questo. Vorrei telefonarti e bere un caffè in centro ora che è la stagione delle felpe. Non mi interessa quello che fai mi interessa quello che stai facendo ora se ti lavi i denti o ti stai vestendo per uscire. Quante donne ancora vorranno entrare dentro a quello che vedono di te. Non a te. Mi hai offeso pensandomi così e appoggiando la testa sul mio petto. Se solo fossi coraggiosa. Se solo sapessi rinunciare alle ipotesi di presunta normalità. Sono giorni in cui domini gli stati d'animo senza fare assolutamente nulla e non te lo meriti. Ti meriteresti tutte le urla in faccia. Ma non ti interessa.
Scivolerò via e non te ne accorgerai. Scivolerò via sperando che tu te ne accorga.

giovedì 24 settembre 2009

Parenti scelti.

Ti conosco così bene
che non hai bisogno
di dirmi
la verità.

mercoledì 23 settembre 2009

Raziocinismi.

Ti odio vagamente e ti perdo di memoria ogni tanto. Riesco ad assottigliare le emozioni, ridurle a cartavelina. Questo freddo pieno e discontinuo mi rende perfettamente consapevole di ogni singola colpa. Le tue statiche accelerazioni tutti questi battiti bloccati io li sento muoversi ma dovrebbero rimanere incastrati nel tuo costato non arrivare così vicini al mio. I giorni ammucchiati da mesi sono solo poche ore. E' un desiderio latente è un desiderio irrilevante.

martedì 22 settembre 2009

In-finite possibilità.

Procedendo per gradi dal più freddo al più caldo posso solo dire che.

Ogni volta ti offro le parole che mi riprometto di spezzare nella gola
e mi trovo a cercare il tuo corpo di notte.
Ogni mattina vorrei andarmene prima che tu apra gli occhi
la colazione tra di noi non è contemplata. Interi minuti a desiderarlo e poi non farlo.

Non potevo sopportare l'idea che pensassi che non fossi felice di vederti.

Mi stai mentendo ed io lo accetto fingendo di crederti.
Debole incapace di ribellione.

E arriverà anche il momento dell'odio e il momento dell'indifferenza.
Limiterò gli eccessi.
Limiterò gli accessi.

Condivi così la pelle ogni sera forse. Condividi così la pelle.

Quello che mi dai
non è mai abbastanza
ed è sempre troppo.

domenica 20 settembre 2009

Lo avevi detto tu
che sarebbero rimaste
le spine
sulle dita.

venerdì 18 settembre 2009

Drastiche operazioni di perdita in-volontaria di memoria.
Ti brillano gli occhi mentre attraversi il confine.
Feriti e felici.

Dovrai fare molto rumore e
dovrai farlo piano.

mercoledì 16 settembre 2009

Continuiamo a prenderci a morsi il cuore.
Forse riusciremo a smettere di urlarci contro
abbandonarci nelle piazze
aspettarci per ore.

Profondi come burroni
con tutti i muscoli gonfi d'odio
i nostri cuori straziati dall'amore.

Non riusciamo a toccarci senza lame
senza perdere i sensi.

Noi non facciamo mai finta di non vedere.
Noi non facciamo mai finta di niente.
Il fatto che stia parlando con te
non significa che abbia voglia
di conoscerti.

martedì 15 settembre 2009

Non sono più riuscita a capire cosa fosse vero quanto fosse vero.
Dove sono finite tutte le nostre coincidenze.
Se solo potessi capire dove ci siamo aggrovigliati
come abbiamo fatto a perdere l'odore di pulito.

I pezzi di cuore lanciati dal balcone ormai sono cemento.
Ruote sul cemento.

La pioggia dritta sul cappuccio non può che farci bene.
Ho rivendicato il tempo
ho assecondato le fantasie delle isole tropicali.
Se viaggiassimo insieme
divideremmo tutto il peso in parti uguali.
Riempi il bicchiere fino all'orlo devo trascinarlo sul tavolo per non farne cadere nemmeno una goccia.
Il sole oscurato dalle prime nuvole dell'autunno.
Gli autografi distratti nelle prime pagine
e libri che per voi potrebbero essere anche tutti bianchi.
Il delirio dei soldi in mano
delle monetine accumulate nelle tasche che fanno rumore anche se stai fermo.
L'anno comincia a settembre.
Guardandoti tremare vorrei ancora rassicurarti senza successo.
Sentirti stringere le braccia intorno al mio corpo.
Le tue malattie incurabili le tue cicatrici sterili.
I vetri delle finestre così opachi perchè non hai mai avuto voglia di pulirli.

E qui al buio, da solo,
il mio corpo è tranquillo
e si sente padrone.

lunedì 7 settembre 2009

Tu hai procurato consapevole dolore.
Non sei nemmeno riuscito ad alleggerire la carne
come pretendevi di farlo col cuore?

sabato 5 settembre 2009

Nuovi atteggiamenti svenduti.
Svenuti sull'orlo della sua gonna.

giovedì 3 settembre 2009

Urgenti eruzioni.

Specificazioni che sanno di scuse. La tristezza profonda di molte personalità deviate sole semplicemente confuse. Ho affidato ogni rigurgito alle dita. Ho dimostrato di non essere solo un groviglio di intenti di difetti.
Le sirene non esistono se non per chi le vuole vedere, incolparle di debolezze umane.
Sono solo debolezze umane.
Ho sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare.
Ho messo i piedi dappertutto tranne che sull'asfalto solido scuro stabile sicuro.
Mi sono appesa al suo collo
Mi sono attaccata alla tua mano
Ho lasciato che i suoi occhi verdi perfetti rappresentassero un inizio

Ho lasciato che tutti potessero entrarmi dentro
scavare oltre
svuotarmi riempirmi lasciarmi accusarmi odiarmi vedermi bella.
Ho permesso a tutti i miei buchi di salire in superficie di essere visibili ad occhio nudo.
I miei draghi e le mie favole il mio condotto lacrimale isterico il mio stomaco vuoto pieno svuotato.

E tu che nemmeno hai il coraggio di guardarmi trovando scuse credibili
la tua ostentata superiorità che nasconde tutto quello che c'è di buono
un cappuccio e dentro una fuga per le mie colpe e non le tue.

E tu che hai sbagliato tutto come ho sbagliato tutto io narratore giudicante e puro impuro.
Non credere che io non abbia sanguinato da ogni parte.
Non credere che io non continui a camminare con tutto il peso addosso
con tutto il peso di quello che non si può rimbiancare che non si può pulire
solo guardare e abbassare la testa
chiedersi come è stato possibile
chiedersi di che colore era il mio cuore in quel momento forse grigio forse morto forse tuo.

Prendere tutti i pezzi e comporre una figura intera immensa e vergognosa
una figura che mi ha coperto corpo e sensi.
Non ci sono più colpe non ci sono giustificazioni sufficientemente accettabili
e non ci sono luci soffuse sul tavolo.
Le vite incrociate di chi non ha saputo gestirsi e gestirmi. Io non ho saputo gestirmi.

Tenete le vostre mani lontano dal mio corpo. Non sarà più vostro.
Nemmeno tuo. Nemmeno tuo.

Ho giustificato ogni tua assenza, ho trovato le risposte che più mi piacevano
quando vederti attaccato a me sembrava vero. Sembrava tutto vero.
Le tue parole la tua vita appena accennata qui.
La presunzione che emozionarsi fosse abbastanza
che fosse un pensiero sufficiente a mantenere un legame un qualsiasi legame.
Le metafore realistiche di un tempo condizionale di un tempo letale e leggero
l'imbarazzo del mattino ed i baci sulla guancia mentre cercavo la tua bocca.
Volevo illudermi. Ho deciso di credere che fosse diverso.

Perchè mi vedete tutti bella perchè mi vedete tutti bella.
Non ti ricordavo così bella le sirene sono belle.
I miei capelli annodati tra le tue dita.
Le tue dita che potrebbero mancarmi se solo ricordassi esattamente la dimensione della mano.

Tutto questo confuso tremore.
Tutto l'amore dimostrato tutto l'amore negato.
Mi è scoppiato il cuore.
Nessuno potrà nemmeno credere che ne abbia uno per moltissimo tempo.

mercoledì 2 settembre 2009

Dopo le operazioni a cuore aperto
i rischi di infezione le tue mani tra le mie viscere
richiudi tutto
sterilizza cuci allontanati lavati e sparisci.

martedì 1 settembre 2009

Non del tutto.

Tornare ad essere due estranei che si concedono un cenno con la mano camminando sulle direzioni opposte dell'asfalto.
Non fermarsi a parlare.
Non fermarsi a guardarsi
prendersi le mani perdersi nelle mani.
Gli angoli bui non li ho mai temuti non li ho mai nascosti.

Non possiamo semplicemente essere normali noi.
Normali senza pretese senza complicazioni da interventi chirurgici al cuore.
Senza conseguenze delle nostre azioni senza conseguenze condivise ma almeno continuative.

Rischio di ferirmi con le armi.
Rischio di ferirmi comunque.
Potremmo trovare un posto tranquillo isolato aspettare il buio.
Potremmo morire senza dirlo a nessuno.
Poi cambiare idea guardarti fissarti fino all'ultimo respiro.
Ingannato mentre raccolgo le mie cose
mentre lascio tutte le tue dietro di me accanto al tuo corpo.

Non serviva la torcia era giorno non serviva quando siamo arrivati.
Ma io l'avevo portata. L'avevo portata con me quando ancora dovevo morire.

Manco Io Manchi Tu.

Interessarti al mio umore comporterebbe lo sforzo di ricevere abbracci.
Semplicemente quelli.

Ma non riesco a rendermi indispensabile.
Non vuoi rendermi nemmeno partecipe.

Mi chiamerai un giorno qualunque
sentirò caldo anche se sarà già inverno.

...

Solo una piccola parte di me
risponde all'appello
ma tu non la senti
ma tu non la senti.

venerdì 28 agosto 2009

29 agosto.

E tu spostato dal centro
alla periferia del mio mondo.

L'amore sfugge inavvertitamente.

giovedì 27 agosto 2009

Inestetismi cutanei.

Ti odio come qualcuno che si potrebbe amare.
Dilati anche le più impercettibili distanze.
Giriamo a vuoto il silenzio e la resina sulla tua macchina.
Conosco dettagli quotidiani che vorrei mi annoiassero da quanto mi riguardano.
Quando rimani sdraiato la pancia piatta contro la schiena la testa vuota la testa malata la testa lontana sempre lontana.
Sono solo due notti di abbracci.
E mi sto dimenticando il tuo odore.
...

Non sapere dire addio porta alla perdita di parti molto importanti del corpo,
come le braccia o le orecchie.
Vorrei essere lontano a volte, come se esistessero
luoghi in cui alla mente non arrivano timori
di conoscere troppo e di non sapere nulla.

Tu non stare in pensiero è solo un finto cuore.

Se ti svegliassi e trovassi la sua pelle uguale ad altre.
Noiosa.
Se ti svegliassi senza mentire sceglieresti di coprire le parole con il lenzuolo.

Sola da alcuni giorni senza le voci insistenti dalle stanze vicine.
Notti immobili senza suoni.

Non ridimensionarmi mai.

mercoledì 26 agosto 2009

Il maleducato silenzio dei tuoi impegni mi permette di giustificarti ancora.
Desidero giustificarti ancora.

venerdì 21 agosto 2009

Apri gli occhi.

Ho spento le luci.

Che gli occhi riposino adesso.
Che i miei occhi riposino.

mercoledì 19 agosto 2009

Ti inviterò a fine agosto.

Rimescoli gli organi inverti posizioni
le funzioni vitali alterate da una mano distante appoggiata sulla pancia.
Cosa mi fai dopo poche ore in movimento per le strade
dopo due piazze
due letti. Sempre tuoi.

Il mio cuore è vuoto svuotato dell'amore provato svuotato di lui.

Tu non puoi permetterti di riempirlo a fasi alterne. Non puoi dirmi non del tutto.
Non esistono baci che siano discreti.
Se esistono io non li voglio. Non voglio niente.

Solo camminare più spesso vicini.

martedì 18 agosto 2009

Non importa essere vicini quando non posso nemmeno toccarti.
E gli autobus bui della periferia di Bologna svuotati di gente.
Tanto non mi siedo mai comunque.

Mi ricordo che.

Davanti all'ospedale si mangiano panini pesanti si parla di niente.
Ho visto piangere una famiglia mentre non sentivo più le mie gambe.
Non ho visto quanto hanno dovuto piangere.

Tu che dovevi lavorare dopo poche ore. Notte quasi giorno.
Dormire stretti sulle sedie con le gambe tutte chiuse dentro di te
e il maglione verde.

Hai salvato molti mesi della mia vita da una profonda tristezza.

domenica 16 agosto 2009

Vorrei incontrarti per la strada di una città ancora diversa, terza.
Potresti studiare per un esame ed io scrivere racconti per bambini.
Bere caffè senza fretta senza numeri di telefono sistematicamente bloccati.

E non è colpa mia se ti incontro per strada.

venerdì 14 agosto 2009

Ridimensionati i dolori spingo le tue spalle fuori dalla porta.
Rivendi gli affetti all'angolo della strada affitta ancora appartamenti vuoti.
I nostri vincoli costruiti restituiti.

La cartapesta incollata di notte
è uno sforzo troppo grande ridipingere tutte le pareti.
Resisterai almeno per questo inverno.

Compromessi esasperati che assomigliano a rinunce silenziose.
Prima o poi ti stancherai di oziare sulla poltrona mangiare quello che trovi.
L'esigenza di reagire si manifesterà corposa e violenta.

L'amore sfugge inavvertitamente.
Colmiamo i vuoti reciproci
come fossero momentanee interferenze.

martedì 11 agosto 2009

Strade invase da macchine disordinate ed impazienti. 
Miillenni sovrapposti 
miscelati sui muri delle case.
I palazzi costruiti di notte, dice.

Tu cammini come lui e parli come lui 
senza saperlo.
Le uniche due persone che conosco a non lasciare aperto l'ultimo bottone.

Atipiche combinazioni di caratteri.
Alcuni irriconoscibili.

Vestiti dispersi prestati 
ed il mare che non si vede 
ed il mare che è li.

martedì 28 luglio 2009

Chiamami appena ti svegli appena sei sobrio.
Chiamami per stare seduti vicini 
anche per non dirsi niente.
Possiamo andare dove vuoi su e giù per la stessa strada 
tornerò a casa da sola e non avrò paura.

sabato 25 luglio 2009

"Si puo morire per amore?"

" Io non mi toglierei mai la vita per amore."

"Guarda che è diverso, ti ho chiesto se si puo morire per amore, non esiste una sola morte."


"Allora si. Si che si puo morire per amore."

venerdì 24 luglio 2009

Ho dimenticato una molletta in casa tua.
Me ne accorgo solo adesso.
Perdo mollette dappertutto.

E chissà se hai mai scritto di me su qualche foglio stropicciato.

giovedì 23 luglio 2009

Scoppi emotivi di personalità deviate 
le tue opinioni giudicanti
le invidie irresistibili per la liberà altrui.
Stai rischiando di perdere tutto il tempo a tua disposizione.

mercoledì 22 luglio 2009

Tutti quei cuori boccheggiano adesso tranne il tuo il mio.
Tutti quei cuori malconci.

Non capisco bene cosa mi permetta di rimanerti attaccata al collo appesa con tutte le mie forze all'idea della tua pelle sulla mia all'idea che la prossima volta sarà più vicina.

Non ci sono similitudini non ci sono momenti infelici cancellate tutte le agonie.

Il letto è disfatto stanco bianco 
tutti e due dalla stessa parte 
mi basta guardarti dormire apri gli occhi adesso per guardarmi vorrei potermene accorgere.

La mattina ci sono i risvegli stropicciati sudati.
La decima doccia in poche ore l'odore che rimane incollato alla mia maglietta 
il tuo odore dappertutto.
Non ci saranno periodi ipotetici qui semplicemente non ci sono le volontà.
Se potessi vederti di corsa sotto casa anche solo per restituirti un libro.

Non ci saranno futuri di alcun tipo.
Telefonate o appuntamenti.

Cerchi che si chiudono.

Ho il tuo sapore nella bocca e non significa nulla significa tutto.
Sbatterti contro per la strada e rimanere sempre li ferma fissa su di te che parli saluti lasci che rimanga li e non mi prendi per mano ma mi tocchi la schiena.
Non significa nulla 
guardarti dentro gli occhi è commovente.

Non lo rimpiango questo. Non lo rimpiango questo.

Perderò il ricordo di colori e musica ma rimane il caldo sulla terrazza questa mattina e il profumo del basilico che d'estate è l'unico profumo che metterei anche addosso.
I baci sulla guancia sottili e le labbra socchiuse.
Incastri perfetti di corpi imperfetti.
L'odore delle magliette lavate dappertutto.
Chiudere tutte le saracinesche con chi le aveva spalancate staccate rubate.

Mi sono svegliata al buio la porta della stanza che sia apre si chiude 
vicini provvisori che tornano nelle loro città 
noi ci riaddormentiamo e non significa nulla
solo il pensiero che potrei prendere treni ogni ora potrei stancarmi ogni giorno se me lo chiedessi.
La settimana prossima non ci saranno ritorni e abbracci 
non ci saranno.
Ho sempre trovato tutte le docce scomode tranne la mia
tranne la tua.

Tra tutte le persone che ho salutato sei l'unico che ho visto da lontano.

domenica 19 luglio 2009

Rosso sangue.

Dove: Macchina, divano
Come: Fili del telefono
Colonna sonora: Il silenzio

Sentire il rumore della tua rabbia e non riuscire a respirare.
Forse quello che ha reso tutto orrendo è stata la tua assenza.

martedì 14 luglio 2009

Rosso scuro.

Ripassa con la matita la linea strappa il foglio strappa tutto.
Ricopia la calligrafia di qualcun altro ricopia le azioni i gusti le abitudini i ricordi la vita gli anni le situazioni ogni giorno uguale ai nostri. 
Possibile riuscire a vivere dentro una ruota per roditori?

Corri sempre senza appoggiare i piedi sospeso dentro i tuoi vuoti.

sabato 11 luglio 2009

"Lei potrebbe sedersi qui."
"No, non credo. Si sentirebbe a disagio."

"Lei forse si sentirebbe a suo agio rimanendo in piedi, lì"
"Si, lei forse si sentirebbe più a suo agio. Ma non parlerebbe con nessuno, rimarrebbe li a bere vino, concentrandosi sul vestito troppo corto stretto vistoso. Giungerebbe alla conclusione di aver scelto nel modo sbagliato e si sentirebbe a disagio. Ci metterebbe solo più tempo."

"Allora forse dovremmo cambiare la disposizione dei posti. Trovarle qualcuno con cui parlare, una persona affabile. Seduta non guarderebbe al vestito, parlando non si concentrerebbe su di se, berrebbe vino parlerebbe."

"No. Nessuno sarebbe abbastanza. 
Nessuno sarebbe alla sua altezza.
Nemmeno lei è alla sua altezza."

Ti ricordi quando mi dicevi che.
Lentamente perdo pezzi di storie 
cadono per terra.
Non mi chino più per raccogliere resti sporchi sporcati.
Che si sporcheranno.

Vai a dormire adesso.
Domani devi svegliarti presto.
Non hai niente da fare.

giovedì 9 luglio 2009

Finiti i festeggiamenti rimboccati sotto le mie coperte
dormi per tutti i minuti di cui hai bisogno.

La testa pulsa sul cuscino 
fermarla con le mani non serve.

Vuoi un the
ti preparo un the.
Vuoi un bacio sulla terrazza.

I vestiti persi dentro le lenzuola
i miei orari accelerati 

I tuoi sorrisi sparsi dappertutto.
I miei tutti in ritardo.

E' Luglio.

Uno.
Stringersi la mano.
Presentarsi senza ancora sapere nulla di tutti questi grovigli.

Due.
Fondamentalmente odiarsi.
Respingersi avvicinarsi
ancora sconvolti da tutte le vite passate che stavano lentamente morendo dietro dentro di noi. Noi ancora attaccati a tutto quello che eravamo.

Tre.
Sbandare contro le pareti. 
Insetti impazziti insetti rinchiusi 
sciocchi, non vedono il cielo. 
Continuano a perdere i sensi contro le superfici rigide.

Quattro.
Perdersi. 
Prendersi per mano credere di averne bisogno, invischiarsi in tutto quello che non è mai stato parte di noi. 
Proteggersi. Proteggersi reciprocamente perchè noi non siamo cosi.

Cinque.
Deludersi. Deluderti. 
Vortici fortissimi che ho lasciato distruggessero tutto intorno. E dentro.
Non capirsi spaventarsi respingersi pentirsi mentirsi e proteggersi dal dolore facendo dolore.

Sei.
Scivolare via.
Divincolarsi e sbagliare tutto. Sbagliare modi tempi reazioni scelte parole. Omettere dettagli. Avere paura avere il cuore in gola. 
Avere cura del dolore.

Sette.
Rinunciare a capire.
Sbagliare e sbagliare e cadere e accorgersi delle sfumature sempre piu scure sempre più pericolose.
Urla sotto una casa urla davanti ad una chiesa.
 Tu che non potevi saperlo mentre correvi veloce altrove.

Otto.
Commuoversi scartando caramelle di cioccolata. Commuoversi scartando pacchetti perfetti.
Arrabbiarsi per le parole. Fitte al cuore. Fitte alle mani.

Nove.
Dire addio. 
Lasciare porte aperte. Continue coincidenze. Rancori sedimentati rancori nuovi. Leggerti. Volerti bene. Volerti bene.

Dieci.
Ringraziamenti. Scuse.
In alcuni momenti sei stato l'unico pensiero felice. 
In alcuni momenti sei stato tutte le colpe e tutte le rabbie. 

Biondo e saccente, costruisci con le mani e le matite tutto quello che è sempre stato tuo.
Ho tagliato via i pezzi marci.
Rimane una radice.
Non ci sono più fragilità contaminabili.

Rosso.

Sfoghiamoci sui rami degli alberi
spezzali riduci le foglie in poltiglia 
mischiati con il terreno.
Tremano le tue mani adesso che hai perso ogni controllo
trema la voce la pelle.
Il tuo cuore trema.

Credevi di soffrire quando non hai mai smesso di ridere ridere ridere.
Illusi tutti noi nel vederti sommessamente felice.
Senza dare fastidio a nessuno. 
Incolpiamoci delle nostre reciproche mancanze
lottiamo ancora senza parlare risolvere curare tutti i malati che abbiamo lasciato lungo la strada verso il bivio.

Credi ancora che basti leggere.
Credi ancora che basti scrivere.
Credo ancora che a te non serva altro che piangere.

Potresti usare il pugno contro le facce.
Chiudere le dita spingere le unghie nella carne 
sentire qualcosa almeno sulla pelle
mai dentro la pelle.

Rancore sputi di graffi e di memorie
la faccia pulita contro il vetro e cucinare quotidianamente parlando
sempre di niente di oggi di cose inutili di cose che non ci ricordiamo 
sepolte in una stanza grande con un letto grande un bagno azzurro.

La finestra oggi era serrata 
le tapparelle abbassate senza luci dentro senza piante fuori.
Non ho mai voluto regalarti una pianta.
Non ho mai voluto regalarti una pianta.

domenica 5 luglio 2009

8 mesi.

Se potesse riavvolgere il nastro cancellerebbe le ultime duecentoquarata tracce selezionate. 
Una ad una eliminate. 
Invece prosegue consapevole di tutti gli sbagli accumulati rifiutati ignorati.
L'acqua straborda dall'anfora. 
Svuotala. Disseta il terreno inaridito.
Siete tutti legittimati ad odiarmi. Siete tutti legittimati a giudicarmi.
Siete tutti legittimati ad ignorarmi.

Dove eravamo rimasti.
Eravamo rimasti ad una porta chiusa in Via Bondi 
le scale la strada l'autobus la notte Moline e l'enorme parentesi al centro.

Chiamatelo risveglio
chiamatelo come cazzo vi pare.

domenica 28 giugno 2009

Pulisciti la bocca con il limone.
Non perdere il tuo tempo le danze per te non finiscono mai 
continua a far sudare il corpo capace di inscenare una ridicola commedia.
Ridi ride ridono sereni davanti alle parole più giuste da dire. 
Accontenta il pubblico pagante
Non perdere il tuo tempo 
ingannalo ingannali 
le conclusioni saranno le medesime
ma potrai respirare qualche giorno solo qualche giorno.

Torneranno le fitte al petto i dolori interni fortissimi
dovrai rimanere sdraiato accusando il cibo accusando il sonno mancato.
Dovrai mentire ancora ma non lo scopriranno mai
Non è mai accaduto.
Fatti privati che tenti di nascondere.

Noi due
tagliati in due

giovedì 25 giugno 2009

La camicia di forza per il tuo sguardo
pulisci la bocca smetti di sputare.

Tu
chiedi
aiuto
ai sordi.

Le pupille me le ricordo bene mentre ti rivelavi di notte 
la pelle trema la pelle assorbe tutto 
anche la sporcizia.
Lavare via i rumori non è servito a nulla 
i solchi sono fissi lucidi armati appuntiti.

Tu 
chiedi
aiuto
ai sordi.
Non hai capito che era solo un addio.
Senza la pretesa di comprensioni dell'ultimo sguardo 
senza niente senza la forza di spiegare i colori. 
Abbraccia ancora tutte le superfici lisce
non investire (su) 
i sentimenti.
Le spalle pesano tantissimo. Trasparenze appoggiate sulla pelle. 
La follia di un uomo può portarlo ad essere triste gobbo malinconico crudele.
Urlarsi parole di sangue e tutto intorno è bianco.
Credere di poterlo cambiare credere di vedere oltre. La mia follia.
Cadere così nella trappola lasciarsi cullare dalla nella rete.
Giorni cancellati confusioni latenti. 


Lui saprà stringere 
lasciando che il respiro passi pieno e libero
io saprò rimanere li
senza sentire il bisogno di scivolare via lontano.

lunedì 8 giugno 2009

" E lei amava 
  ogni suo uomo 
  ogni volta non più di quanto l'odiasse"
Le definizioni mi spaventano 
ed è solo un dettaglio per dire che mi spaventa quello che rappresentano.

La complessa funzionalità del corpo.

Sono ancora forme ingenue che cerchi di spiare da pochi strati di vestiti. Forme predisposte ad ogni ritmo e già vittime del movimento di un uomo che guardano maliziose.

Nessuna finta innocenza. L’attitudine scoppiata senza pudori insieme allo sviluppo dei corpi.

Potresti anche fingere di non sapere la loro età e valicare il confine che qualcuno ha cercato di sminuire paragonandolo alla scena di un film piccolo. 

Potresti spingere le mani e la lingua mentre nessuno oppone resistenza 

potresti notare come quante mani prima di te non hanno trovato alcuna resistenza. 

Notevoli complicazioni emotive per cuori sottosviluppati e grandissimi.

Oppure semplicemente cosce aperte ancora prima di essere depilate.

Vento sulla fronte.

I bambini capricciosi puntano i piedi piangono furbi suscitando tenerezza 
pensando serva commuova risolva.

Tu eri un bambino triste guardavi dalla finestra le nuvole passare la neve scendere.
Vorrei davvero corressero ancora ginocchia sbucciate.
Ma hai smesso di essere semplice.

Hai continuato solo ad essere triste.

domenica 7 giugno 2009

Lentamente soffocate dal cuscino 
le tue tempie ancora gonfie di orgoglio implodono silenziose.
Il tutto senza opporre alcuna resistenza.
Sentirsi soli 
perdere tutto il corpo senza distribuire i pesi sulle braccia.

Ti sto uccidendo e tu sei pronto a morire. 

sabato 6 giugno 2009

Nessun stupore.

Non mi è assolutamente bastato quello che hai tentato di darmi 
tra urla 
atteggiamenti
falsi amici 
rinnegate insicurezze. 
Un libro che non mi interessa leggere e che non posso buttare. 
Certi regali è inutile farli quando rimani concentrato solo sui sorrisi che ricevo 
e che ricambio solo per educazione. 
Credo di averti mostrato tutto ciò che di me rinnego esasperando i miei difetti. 
Non mi interessa del tuo nuovo lavoro.
Ieri non ho chiamato nessuno ho scritto solo perchè dovevo
non avrei voluto farlo. 
Sono insensibile al tuo richiamo alle provocazioni alle fotografie superficiali di legami nati per morire
troppo brevi per essere vissuti come indigesti. 
Non sei abbastanza. 
Non sono mai stata capace di guardarti come se avessimo qualcosa di reale da condividere oltre la carne. 
Dovevamo limitarci alla carne. 

E non sento niente, no
nessun dolore
nessun stupore.

martedì 2 giugno 2009

"Ho il cuore pieno di me"
"E' un buon punto di partenza per andare a schiantarsi contro un altro cuore"

giovedì 28 maggio 2009

Tu eri libero ed ora non so mi sembri rimasto incastrato tra le parole ed i loro sinonimi tutti suonati con la stessa identica nota. 
Mi sembravi anche normale, normale in senso buono normale come me. 
Illusione ottica forse, ogni tanto capita. Illusione ottica forse, ogni tanto capita.

sabato 23 maggio 2009

Insonnia lacerante ed il progetto per un nuovo bacio di Giuda.

Ver Sacrum.

Vecchie brutte abitudini galleggiano senza rischio. 
Scoprire lati oscuri nel momento stesso in cui si rivelano.
L'apparenza ti allontana da tutto quello che vuoi essere.

Conservi i loro corpi di legno vissuti giusto il tempo di consumarli.
Hai sempre saputo di essere egoista pensare al tuo piacere dimenticare tutto il resto.
Sai di essere convincente subdola manipolatrice 
dimostrarti innocente quando invece non lo sei mai stata
(una persona cattiva).
Sfrutta ancora la tua empatia il tuo fascino.
Droga le persone rendendole miopi.

Allontana il tuo senso di colpa incanalandolo nelle debolezze altrui.

venerdì 22 maggio 2009

Ciclico.

Leggerezza emotiva necessaria senza imposizioni.
Dopo tutto questo, parlare come se fossimo andati ieri a vedere la mostra con le scarpe rosse. 
Riesco a vivere mutilata di un braccio perso nell'incidente che tu hai causato uscendone indenne.

Ricuciamo rapporti a cui ho tentato di rinunciare dimenticando i nostri appuntamenti.

Assillavi la mente privata dell'orgoglio.
Dolori discontinui ma laceranti.
Emozioni eruzioni cutanee involontarie la pelle che esplode liberandosi di una tossina.

Forse oggi posso tornare a mangiare certi cibi senza rischiare intossicazioni.

mercoledì 20 maggio 2009

Riprendiamoci i nostri equilibri singoli prima di costruire disastri senza fondamenta.
Volevo correrti incontro perdermi dentro le braccia.
Faccio passi pesanti invece lenti e pesanti. 
Pressami contro la parete e lasciami stare così vuota d'aria. 
Ruotando la testa riesci a vedere dietro le mie spalle.
Voltami le spalle. 
La macchina non parte.
Chi chiamare se la macchina non parte ed io non posso guidare 
ed è notte sotto casa. 
Essere completamente soli coperti dalle voci.

lunedì 18 maggio 2009

E' solo un sorriso.

Ascoltare senza sapere per chi sia un saluto fissato sulla pagina.
Spero possa arrivare qualunque messaggio tu abbia bisogno di comunicare non comunicare.
Rintanata qui posso solo dirti che vorrei.
La botola non nasconde più nulla. Adesso è solo diventato un gioco per ogni tanto sentire ancora paura e racchiudercisi dentro. Hai comprato un cappello discutibile ma funzionale e sei salita sul treno al momento giusto senza sbattere contro la sua ingombrante presenza. Hai pianto o eri solo bagnata mentre tornavi verso casa? Oggi ho rivisto quanto sei bella vorrei viaggiare adesso e dormire con te che tieni i piedi incrociati e le braccia serrate sul petto.
E' giusto il tempo di una vacanza al mare di poche fotografie di persone che sorridono, non sembra nemmeno che tu sia altrove. 

Lui mi ha inondata di inutili parole se solo avessi potuto picchiarlo facendogli male.
Imparerete mai a non annullare tutto? Non esistono giuste modalità e tempi di reazione. Non proviamo nemmeno a costruire se poi ogni volta non hai nemmeno capito la dimensione del progetto. Ed io mi sto fondamentalmente limitando a scarabocchiare a matita su di un foglio.
Dipendesse solo da me potresti anche trasferirti e non tornare.
Dipendesse solo da me avresti già sostituito la mia immagine con una qualunque.
Diventa impegnativo seguire i tuoi processi mentali che percepisci come lineari, le tue parole che non hanno mai a che vedere con la reale attuazione delle giornate dei momenti delle razioni e movimenti quotidiani. 
Non riesco più a vedere differenze.

domenica 17 maggio 2009

Sentire l'esigenza di te per cui ero una pedina intercambiabile.

sabato 16 maggio 2009

Tempo determinato.

Inciampo apposta nelle figure di cartone sorridenti che allungano la mano 
invitami ancora a bere qualcosa di leggero e fingi di non vedere oltre.
Le tue mani la tua cura per i dettagli i palazzi che crollano e che devono crollare.

Apri il cancello dimenticati di avvisare e saluta l'ultimo luogo che poteva essere ancora vagamente condiviso. 
Ho perso l'abitudine di guardare dentro ho perso l'abitudine di guardarti.
Mai abbastanza coraggioso da strappare via gli strati inutili e le masse tumorali che ti corrodono 
lascia tutto così come sembra. 
Dividi i pensieri puri impuri inutili affidabili gli impegni che occupano lo spazio in testa e allungano la giornata fino a quando entri nella stanza e le mie parole sono ancora nascoste dappertutto.
Carta dappertutto piena di niente adesso è niente adesso è distanza largo respiro pugno in gola.
Frammenti di pelle dispersi
complicate indagini di presunta purezza ed il valore aggiunto di un gesto mancato.

giovedì 14 maggio 2009

Senza vederti 
posso contare sul fatto che dimenticherò i dettagli.
O forse ricorderò solo quelli.

giovedì 7 maggio 2009

Non avrai mai il privilegio di conoscermi davvero.

mercoledì 6 maggio 2009

La gelosia retroattiva miete vittime ancora.
Le urla del pianto non si possono asciugare attraverso un telefono.

Così tante cose dentro da sentirsi vuoti.

Sputerò sulle vostre teste.

E' uno scherzo divertente 
affacciati sporgiti 
appoggia la pancia contro la ringhiera.
Hai visto da sola come le vostre posizioni 
non saranno mai paragonabili.

giovedì 30 aprile 2009

Generando Atipiche Perfezioni.

Scrivevamo il nostro nome sulle sigarette scoprendo cosa significa amare.

Cucinando male insieme bruciando la carne dimenticandoci le pietanze nel forno.

Prendere il sole senza protezione sputare dalla finestra dimenticare le chiavi non abbracciarsi perchè non serve raggomitolarci in un letto stretto in un divano che era bianco
scomode felici svegliarsi senza aver dormito bene. 
Ammettere che non abbiamo mai dormito meglio.

Allergie intolleranze alimentari pavimenti instabili incendi e fuga dalle scale senza denunciare nessuno. 

E le tisane che a me non sono mai piaciute tu le bruci dentro il microonde. 
Anche il caffè caldo. Anche il latte.
Non hai bisogno dei guanti per lavare i piatti.

Sedersi il più possibile vicino alla porta per il rischio di vomitare tutto. 
Astucci che cadono rovesciati per terra con cinquanta teste voltate fisse contro la mia faccia che ancora dorme.
Trascinarsi lungo le vie 
è troppo presto per svegliarsi è troppo presto per camminare
inventiamo animali a metà e parole macedonia.

Tu la mattina non apri nemmeno gli occhi e cammini fino al bagno con i capelli gonfi che ho fatto addormentare con le mie mani.
Riprendi confidenza con il mattino piano cullando il corpo risvegliando i sensi uno alla volta.
Lei lava ogni sua parte prima ancora di ricordarsi cosa deve fare
mentre c'è chi ha già preparato la colazione.

Modi diversi di rigenerarsi.
Ancora non ho capito il mio. 
Ma voi si.

Generate Atipiche Perfezioni.

mercoledì 29 aprile 2009

Oggi vai da lui dopo aver ripreso possesso di ciò che era vostro.
Riconsegnati i sacchetti pieni di pezzi di intonaco muri armadi smontabili.

Ci sarò sempre anche quando ho altro da fare.

Il dolore nel prestare attenzione a non toccarsi quando le tue gambe erano le sue tutte le notti
cambierai trapunta 
l'abat-jour la sceglieremo insieme.

domenica 26 aprile 2009

Scoprire seduti sul letto che non sta piovendo. 
Il labbro superiore trema iniziare a lasciare che tutto entri ed esca senza fatica. 
Non volevo più staccarmi 
solo rimanere sulle tue lenzuola 
anche adesso 
anche mentre stai lavorando e vuoi tornare a casa.
Giornate veloci 
sembrare felici essere felici.

venerdì 24 aprile 2009

Intrusioni.

Alcuni gesti improvvisi possono sembrare ovattati semplici puramente casuali.
Ma sono intrusioni.

Respiro senza tachicardie nocive.
Solo battiti accelerati per paura che qualcuno rovini ciò che sto costruendo.

Ancora giudizi, ancora consigli, ancora parole.

Esistono anche gli addii. Le ore del distacco.
Non sempre la fine non è la fine.

giovedì 23 aprile 2009

Sconvolta emozionata.
Ancora non ho capito cosa sia successo.

domenica 19 aprile 2009

Indico la strada con un dito 
cammino sul marciapiede 
tu sulla linea bianca in direzione contraria.

Hai una mano libera per salutare ma non riesci più a vedermi.

venerdì 17 aprile 2009

Raschia l'ansia delle palpitazioni 
rimuovi le allucinazioni
era un fungo marcio
mangiato senza pensare 
mangiato senza labbra solo con i denti
farci male da soli e insieme.

martedì 14 aprile 2009

Non vorrei essere in nessun luogo.

venerdì 10 aprile 2009

Schizofrenia grave disturbo psicotico
la manifestazione sei tu.
Sintomo principale di una malattia incurabile.
Dimmi dove posso incontrarti per caso.
Mi farò trovare stupita.

giovedì 9 aprile 2009

Aromatic blend

Scendi dall'aereo 
solo il bagaglio a mano è rimasto lo stesso.
Scarpe che non ti ho mai visto indossare dici che sono vecchie.
Ti abbraccio come un momento che passerà una fugace apparizione un negativo
Nemmeno sei qui anche se ti vedo.
Non telefonarmi per vederci. 
Dimenticati
una svista il tempo che non basta.
Nasconditi sotto il cappello da marinaio 
torna da dove sei venuto.
Sei venuto da li

non da qui
non da qui
non da qui.

lunedì 6 aprile 2009

Rimane spazio solo per questi immensi sorrisi.

martedì 31 marzo 2009

Fonte di calore

Sono rimasta e volevo crollarti dentro le braccia
scivolare piano insieme 
senza processarci.

Lasciarmi cadere dentro di te 
non oppongo nessuna resistenza.

Sanguinerai ancora 
mi farai ancora tremare
ci faremo ancora del male
follie reciproche pungenti.

Dovessi mai impazzire di nuovo so che sarebbe solo per un'ora.
Dovrei bloccare il cuore
perdere la memoria a breve termine.
Rimanere.

Gettati nel fuoco come pezzi di legno.

Sono rimasta e volevo crollarti dentro le braccia.
Stanchiamoci le mani  
dovrebbe essere azzurro il cielo dovrebbe almeno vedersi 
il cielo.
Sono durati pochi giorni tutti questi fiori bagnati.

Oggi rimani a casa e usa tutte le tue energie per sollevarti e parlare
non essere silenziosa.

Ed io oggi recupero le mie forze.

lunedì 30 marzo 2009

Le tue confusioni i tuoi tormenti irrisolti che non piangono mai.
Tutta quella cenere è nostra e i filtri ingialliti oltre la grata.

domenica 29 marzo 2009

" Molto forte, incredibilmente vicino"

sabato 28 marzo 2009

Maltempo ma è quasi primavera

Parlavamo di sorrisi interrotti 
siamo finiti per privarcene del tutto.
Non servirebbe riguardare il nastro a rallentatore comunque non riusciremmo a vedere.
I vetri si rompono è il rischio delle cose sottili preziose.

Poi tendere le mani verso un muro capace di sostenere e non di bloccare.

Dieci ore

Asportazione della milza ma nuova aria nei polmoni. 
Aria pulita 
nuova.
La stazione di Milano alle cinque di mattina che ci sono solo 
negozi serrati 
sguardi indiscreti 
tabaccai inaccessibili.
La notte lascia a casa tutti tranne noi 
che abbiamo preso freddo 
che abbiamo perso il sonno
che abbiamo corso da Bologna fino a qui.

Raggomitoliamoci dentro questo abbraccio caldo 
è una dolce certezza.

mercoledì 25 marzo 2009

Ecco svelati i misteri 
fatta luce sui tuoi dubbi sulle tue convinzioni mai confermate.
Sorrido pensando al tuo viso rilassato adesso
cammina pure dritta impettita non pestare le righe delle mattonelle.
Torna piccola. Torna felice.

martedì 24 marzo 2009

Agonia

Si sta sfaldando tutto.
Schianti frontali e muri che dovrebbero sgretolarsi
invece rimangono li. Solidi duri neri.

Non esiste un luogo migliore
non esiste un modo migliore.

Rileggo conversazioni nella mente 
rivedo tutte le parole sulla spiaggia di sassi contro il vento.
Penso agli atterraggi morbidi a quelli di emergenza
al tuo viso che so perfettamente come si muove quando parla.

Vedi che si trasforma anche se vorresti fosse calmo e mai in tempesta.
Arriveranno tutte le strette al petto in un momento solo
sarai sul tuo divano 
nemmeno li al sicuro.

Saranno solo fitte non ti preoccupare
fitte di una parte di te che muore e ti chiede di salvarla.
Ma non potrai fare nulla.
Semplicemente lasciarla morire.

lunedì 23 marzo 2009

Sera presto.
Esco e cammino tanto fa caldo.
Incontrarti per caso senza avere fretta di andare da nessun'altra parte.

Ci sono stati mesi tra ieri e oggi. Mesi interi dove ha fatto soprattutto freddo.
Lui ha fatto le valigie lasciato il monolocale staccato le immagini spento ogni possibile luce.
Lei ha affumicato la stanza buttato scatole piene alleggerito scaffali.

Ha aspettato molto tempo prima di girarti le spalle e sparire
perchè non lo voleva lei non lo voleva.

Dedicale il tempo necessario per deluderla.

domenica 22 marzo 2009

Multipli di cinque

Il rumore veloce dei passi e la tensione condivisa assorbita.
Stanchezza appiccicata addosso sporca le maniche ed i tuoi capelli 
su cui a turno hanno rovesciato alcolici.
Applaudiamo in coro dalla mattina presto fino a che le mani formicolano
fino alle spirali di nomi in ordine alfabetico.

Il rumore lento della tua voce stordita che legge sbagliando ogni rima.
La svestizione parziale di chi ha corso nudo sull'erba di notte.
Certe sciocchezze che tu ripeterai sempre una volta tornato dentro
che ci faranno sentire in un film francese degli anni ottanta.
Tu che piangi
stringimi perchè non sono frasi su di un quaderno nero.
Tornerai da dove sei venuto forse
anche qui non hai mai telefonato spesso.

Ridateci il primo incontro ridateci tutte le volte che abbiamo fermato i posti con i vestiti.

Dovevo andare a teatro

Il caffè di oggi così amaro e tu che mi racconti che non senti niente che domani dovrai fingere.
Ho spostato la testa mentre le vostre voci raccontavano
ho lasciato che sbattesse contro il vento.
Ieri quindi 
razionalizzo l'essere fuori posto il sentirsi fuori posto aver sbagliato posto.
Accasciati sul nero del pavimento e dormi
dormi qualche mese lasciati vincere dal lenzuolo perchè fa già caldo per le coperte.
Perchè voglio dormire nuda se dovessero entrare devono vedere spuntare solo i miei capelli.

Ieri quindi ho capito che dovevo andare a teatro.
Mettere i pantaloni non sentire caldo non sentire freddo
temperatura corporea adatta al luogo.
Non posso sentirmi sempre con tutti questi vestiti sbagliati stropicciati dalle mani nervose
sulla camicia sul collo.
Mi tocco da sola la faccia e la proteggo dagli sputi.

Vinci anche questa sera e goditi il trionfo che ignori
bevi vino bevilo annacquato bevilo diluito nei giorni.

Simuliamo orgasmi dimentichiamo come si fa a provare amore.
I miei capelli non rispondo a nessun ordine non hanno ordine.
Tagliali ciocca dopo ciocca conservale nei fazzoletti come le madri.

Ti ho rincorso a piedi perchè non potevo fare altrimenti.
Non potevo guidare i pali sono troppo vicini la strada con la terra brulla trema.

Adesso bevi vino e scopi con un corpo bianco.
Simula l'orgasmo anche tu.
Puoi riuscirci se la scegli stupida.

Dare valore alle parole è sbagliato anche per chi le allinea rigira compone stravolge urla.
Lasciale uscire libera pure la gola svuotala e sputa.
Credo possa essere utile.

La follia di ereditati romanticismi.
E necessariamente pentirsi anche di aver dato valore a un giorno
Pentirsi di tutto il caldo preso ieri 
ostinandosi a tenere il maglione addosso.
Pentirsi dei soldi spesi in carta e molte monetine 
dei timbri accumulati sulle mani.
Tutte le parole che ho scelto di non imparare 
loro le conoscono a memoria
sono diventate importanti e le ragazze che a grappoli fuori a fumare dicono che sei bello.
Ma per loro sei bello perchè.
A me interessa dove compri i vesititi dove fai la spesa ma smetterò di curarmene.
Diventa ridicolo particolarmente inutile.

Inventiamo soluzioni a qualcosa che non ha significato niente
solo pelle sulla pelle solo gambe che sono troppo lunghe per non toccarsi e si toccano per sbaglio allora.

Ho lasciato i cassetti tutti aperti per non arrivare tardi
ma era già troppo tardi.

mercoledì 18 marzo 2009

una manciata di minuti/2

Non posso nemmeno fumare una sigaretta che mi trema la mano
fingo indifferenza malriuscita.
Non avresti dovuto abbracciarmi e sorridere
forse era solo convenzione una sorta di codice di educazione una buona maniera.
Sono
solo
luci.

una manciata di minuti

ed ecco che torna malefico ad insinuarsi.
Basta così poco per riproporsi la stessa sensazione di schianto da incidente stradale
affacciarsi alla finestra e non vedere niente
solo sentire.

martedì 17 marzo 2009

Parigi

"Forse dorme in una stanza d'albergo anonima.
Forse prepara l'ennesima valigia.
Ma non per tornare qui. 
Qui non tornerà."

domenica 15 marzo 2009

Ripetizioni casuali

Toccati ancora la faccia cercando appoggi sicuri
i tuoi brandelli di discorsi inaccessibili
il tuo iperattivismo propedeutico allo scopo.

Adesso prestami la voce 
la mia è muta perchè lui è sordo.
Ma la tua bocca è chiusa l'hai messa a tacere per evitare imbarazzi.
E dicono che sia tutta una questione di olfatto.

Le indicazioni stradali sono sbagliate.
portano tutte verso un luogo in ricostruzione.
Non ci sono binari viali percorsi.
Cospirazioni cosmiche esilaranti trascinarono la macchina muta nella spirale.
Ore in fila ad aspettare che il traffico si sblocchi
e lei seduta dietro disegna città perdute.

Le previsioni annuali su accadimenti ancora embrionali 
annoiati assorbiti dalla pelle del divano.
Autoprivata dei filtri protettivi iniziali lasciati ferire senza dignità.

Sembravano molto giovani visti attraverso il vetro
anche arrotolati su doghe malconce
accorgersi troppo tardi di camminare con un pugnale nella gola
l'odore aggrappato al letto si è aggrovigliato tra i capelli.
Sono solo nodi. 

Ti ho aspettato e tu credevi che fosse inutile tornare.
Breve sintesi
di un sentimento.

Tutto Niente

C'era del dolore congelato conservato per oggi
rabbia trattenuta con il respiro gonfiando le vene del collo.

Esattamente sette giorni di difficile svolgimento.
Sonno arretrato condensato in una notte sola.

Potrei lasciare che l'aria entri in circolo ed evitarmi inutili nervosismi
fotografare cose trovando un significato utile
ripercorrere i luoghi e costruirci sopra ricordi nuovi.

Ma oggi è già un altro giorno.

sabato 14 marzo 2009

Fondamentalmente puzza e mi fa schifo vorrei solo chiuderlo nella plastica e buttarlo via bruciarlo usare il sacchetto per togliergli quasi del tutto il respiro stringere il cordino forte intorno al collo vederlo immobile perchè sa di meritare ogni mia vendetta.

Essere clemente e dall'alto guardarlo in ginocchio ancora vivo implorare la morte e non la grazia.
Graziarlo e sentirsi di aver perso tutto prima ancora di cominciare.
Camminare all'indietro guardandoti rimpicciolire
camminare all'indietro e vederti sempre fermo.

Hai sempre conosciuto i miei segreti o solo adesso hai voluto renderli di dominio pubblico
hai sempre voluto spiare il mio intimo o solo adesso hai pensato che fosse pericoloso.
Pensare che era invece cosi ordinario banale quasi fedele alla realtà.

Rovinare tutto così, senza un motivo con un senso 
solo assecondando manie di controllo solo cambiando volto e occhi 
solo permettendo alle vene di intasarsi di ira funesta immotivata eccessiva furiosa diversa.

Saluto con la mano dalla nave tutti quelli che vogliono ancora rivedermi quando tornerò.
Voltati a guardarmi più volte il mio sorriso non significa più nulla.
Molto più difficile di quanto pensassi scrostare questo piatto
a testa china sul lavandino più basso del normale.
L'acqua è già diventata fredda e non riesco a eliminare i resti e lo sporco.
Si tratta di sporco. Non di cibo.

venerdì 13 marzo 2009

Torna adesso che questa settimana infernale sta finendo.
Tutta molle ti chiedo solo torna.

giovedì 12 marzo 2009

Ed i nostri fatti privati urlati dalla finestra 
raccontati dalle massaie al pozzo 
raccontati dalle lavandaie
assorbiti dalla terra pubblica.

Mi disorientava vedere tutto quel clamore.
Piazza del paese voltati a comprare al mercato fingi di non vedere il mio passaggio per la via.

Se ci fossero i soldi vorrei portarla al mare e convincerla che anche in riviera può essere limpido qualche volta.

mercoledì 11 marzo 2009

Come cancellare ogni tua traccia solo fingendosi distanti.

martedì 10 marzo 2009

Una piccola illusione. Niente di importante. 
Non rimettere il nastro indietro
srotolalo sventra le cassette butta via tutto.

Le tue mani tremano quando toccano le cose quando preparano da mangiare
le tue mani tremano sempre.

Tu lavori e prendi i mezzi pubblici adesso che è buio
io aspetto che la casa si riempia e vorrei parlare al citofono solo un attimo con la tua voce.
Scendi le scale?
No rimango qui.

Voltati ancora
voglio solo controllare l'ultimo sguardo.
Non ne avrai mai più da me.
Non avrai mai più niente da me.
Finite le follie
Abbattute le pareti contro cui sbattere.

Come tarparsi da soli le ali.

Morte certa ai tarpatori d'ali.
Morte certa ai tarpatori d'ali.
Lavati il corpo 
Puliscilo da tutto.
La pelle deve tornare a respirare ad un ritmo costante.
Asciuga le gocce gelide e tocca ogni punto ferito pulsante.
La vergogna per certi sguardi affrontala con voce calma sicura.
Ricostruisci dalle macerie asporta il marcio riempi il vuoto.

Riconquista e rassicura tutti i cuori che hai fatto preoccupare e svenire.

Sotto anestesia potevi delirare e incolpare medici e visioni
adesso invece ogni dolore è reale e tuo.
Autoproduzioni 
Autopunizioni.

Non sarò mai così. 
Ho corso il rischio di diventare volubile. Sono stata volubile.
Adesso spegni la luce posticcia
il giallo non illumina
il giallo stanca.

San Giorgio uccise il drago. Lo trascinò fuori dalle mura. Il popolo si convertì.
Fallo anche tu.

lunedì 9 marzo 2009

Quelle cose le ho fatte io.
Ero sempre io.
Potrei dormire ancora, potrei scendere le scale e parlare con te. 
Vorrei farlo ma non riuscirei a mettere un piede davanti all'altro adesso.
Cascherei con la testa in avanti contro i gradini.
Invece poi lo faccio e mangio cioccolata mentre cammino.

Mea culpa.
Come sentirsi orribili.
Come ammettere che hai fatto cose orribili che ne hai subite che hai tremato pianto vomitato rischiato di soffocare.

Ci siamo persi mi sono persa.

Adesso andate via, non merito nessuna parola conforto abbraccio.
Scappa da me il più lontano possibile adesso che posso solo rattrappire ogni cuore
compreso il mio.

Sta sera (ieri sera) in punti diversi della mia città persone diverse e vicine stavano soffrendo
compresa io.

Hai dovuto vedere il peggio di me.
Parti che non credevo di avere.
Parti che non avrei mai voluto che vedessi.
Ma non è solo questo.
La morte nel cuore.
Lo sguardo dell'amica più vera
l'insonnia
la tachicardia
illusioni e prese di coscienza.

Quelle cose le ho fatte io.

Passo e chiudo.

giovedì 5 marzo 2009

Mignoli nelle fessure per il teletrasporto.
Ed alle sei precise leggerai sul divano.
Centrifuga emotiva portata all'eccesso.
Baricentro di un equilibrio che pesa tutto su di un braccio solo.
Fermati.

L'astigmatismo che svanisce rimane solo una leggera miopia ereditaria.
Riequilibra gli assi.

Respingi il peggio senza legargli polsi e caviglie
ma non lasciare che copra di pece e paglia la pelle.

mercoledì 4 marzo 2009

Me lo dimostrerai oggi.

martedì 3 marzo 2009

E tu sparati direttamente tra gli occhi. 
Tra la fessura delle sopracciglia.
Rovinati la faccia 
sfigurala
casca all'indietro senza più movimento volontario.
Entrare qui e appoggiare tutto sul divano spogliata dalla fatica di vedere che è tutto normale.
Sette giorni in cui dovrei spingere il peso verso l'equilibrio senza frullare il cibo.
Non ho trovato il bicchiere adatto, non ho nemmeno pensato.
La pelle del viso che tira adesso che è inverno
fa freddo e non smette di piovere e non ho l'ombrello. Io perdo gli oggetti.

Dove sono finite tutte le tue magliette nere?
Dove sono finite tutte le nostre sofferenze.

Dormo nel mio letto.
L'unico che ho scelto e che mi è sempre mancato.
Ho promesso quasi di portarti a cena fuori e di prendermi cura di te.
Ma stai succhiando direttamente dall'osso 
rischio di rompermi come un vaso
di non stare piu dritta di cedere il passo a chi a dire il vero è più lento.

Vado riprendendomi l'equilibrio al centro.

domenica 1 marzo 2009

" Tu non hai le spalle forti.
   Adesso non le hai.
   Smettila di sollevare questi pesi."
Ti devo riflessioni e parole ricopiate citate. 
Non è carino conoscermi nemmeno adesso. 
Le poesie di Pasolini non vanno mai lette prima di andare a dormire. Rubano il sonno.
Ho imparato tutti i tuoi difetti. 
Presuntuosa nel dirlo. 
Quelli fisici quelli organici quelli che non riusciamo a vedere bendati da tutto quello che ci ha fatto girare testa e corpo
e gli sguardi in treno quando già ero lontana spaventata terrorizzata non capivo non potevo riconoscere il tuo odore. 
Io non sono mai riuscita a sentirlo il tuo odore. 
Mi sono sempre rifiutata di avvicinarmi così tanto.
Non permetterò che lei pianga per me.
L'imperativo di diventare importante. 
Individuo solo le mie debolezze.

Sono solo un luogo in ristrutturazione.

giovedì 26 febbraio 2009

Cit.

" Il vantaggio dell'odio 
  è che bruciando forte 
  passa. "

Risentimenti nel dimenticatoio.

mercoledì 25 febbraio 2009

Mi hai sempre procurato questa insana tachicardia.
Dimmi perchè.
Isteria del condotto lacrimale.
Preoccupazione perchè i draghi dentro non sono la sola ad averli.
Assurde pretese di dire puntando il dito contro la tua di faccia.
Vacillano certezze convinzioni meccanismi di difesa per chi è vulnerabile.

Mi sta facendo male.

lunedì 23 febbraio 2009

Soluzioni discutibili.
Deliranti pretese.

"Io sto bene 
 io sto male.
 Una formalità."
E ancora spilli neri bruciati.
Dolore sterilizzato.
Le tue mani forse come toccano le cose. 
Il modo di camminare forse.
La giacca stretta i gesti infantili.
Una testa intelligente incorruttibile cattiva.
Non essere mai riuscita a sentire il tuo odore.

Non c'è nessuna indifferenza ancora.

domenica 22 febbraio 2009

Tagliami fuori dalle tue novità quotidiane e fingi di essere sereno quando mi guardi. 
Adesso salutami indifferente e sposta lo sguardo veloce prima che mi accorga essere spezzato. Salta e mostrati sorridente spendi soldi ben guadagnati per stupidi arnesi e inventati situazioni piacevoli. 

Pensavi di essere forse in una posizione privilegiata pensavi forse di poter dire una parola in piu che fosse ascoltata presa per vera quando invece era solo derisa da una personalità crudele ed egoista.

Adesso impara a vestirti strato su strato a lavare i tessuti a stirare le  magliette almeno a piegarle. 

Afferra quel poco che di buono posso averti lasciato tutta la rabbia che senti e che vorresti solo rinnegare e tacere dall'alto della tua superbia cieca arrotolata su se stessa. 
Mi da fastidio e mi manca ogni tua parte. 
Mi stupisco nel non sentire niente e nel non vedere niente oltre il contorno del tuo corpo disegnato e vuoto dentro. 
Sei solo poche righe orizzontali che appesantiscono la figura i contenuti le parole i discorsi i segnali le mezze verità e riferimenti noiosi. 
Dove credi di aver imparato a non gestire le emozioni e le persone?

Mi ricordo ore lente e tenerezze istantanee. 
Il tuo viso congestionato e il rumore che fai quando dormi. 

Sai di avere poco potere su te stesso sai di meritarti ogni mio rigurgito.
Domani avrai da sistemare i dettagli di un trasferimento prendere le tue cose e riportarle in quella stanza piccola lunga e stretta.

Fingi di sorridere allo specchio impara tutte le espressioni del viso che potrai riproporre davanti agli altri.
Non si interesseranno di cogliere il minimo sforzo del tuo gesto disperato. 

Hai comprato cose nuove per te e per lei 
hai investito tempo sulla sua follia e cocciuta arrendevolezza. 
Inchinati davanti alla supremazia di certe emozioni che ti travolgeranno lasciandoti morto o morente li senza poter quasi respirare. 

Non sai nuotare convinciti ancora che questo non sia importante. 
Piangi mai come noi comuni esseri viventi fragili tu che credi che vivere appoggiati ad un righello sia vivere.

Ed ora quest'ultimo vizio che non conta nulla. 
Passatempo lussurioso sul letto enorme lontano dai doveri. 
Devo solo sporcarmi le mani di cibo e posso smettere di pensare per interi giorni.
Eravamo in pochi davanti alla porta ancora chiusa.
Arrivano i fiori ed il nostro cognome è scritto sbagliato come sempre. Anche oggi.
Poi facce mai viste uguali alla mia.
Ho inglobato subito tutto il vostro dolore oltre al mio.

E tu con la pelle svuotata
i genitori a vegliarti come nella culla.

Uomini che piangono senza vergogna con rabbia cattiveria vuoto.
Avevo dimenticato il tragitto il luogo il modo in cui chiudono tutto dopo che il tempo è scaduto.

Mia madre odia il rumore della fiamma ossidrica 
così decide di uscire rimane vicina alla porta
ed il rumore lo senti anche da li.

Ho tremato mentre ero al sole e mi sono girata
non riuscivo a guardate tutti i tuoi studenti arrivare.
Dopo solo dopo li ho fissati 
in fila davanti alla fotografia dove sei bellissimo.

Ho subito pugni forti sullo stomaco
ho perso tutte le mie forze.
Sono stanca dentro e fuori.

Un veleno inalato da tutti noi oggi qui.

mercoledì 18 febbraio 2009

Riscopro il lato morbido della tua presenza.
Adesso vedo molti anni oltre adesso.
E mi chiedo se.

Ho sputato tutto il mio sangue scritto e orale contro certi dolori da te inflitti
e dimentico ogni mia porta sbattuta sulla tua faccia fragile.

Adesso ti preparo da bere e mi sembra di averlo sempre fatto.
Le tazze sporche non hanno odore e nemmeno riconosco quello sul tuo collo che era mio 
tutto mio.

L'odio mutilato riversato congelato contro il vetro della tua casa piccola con la terrazza grande
dov'è adesso.

Uno spazio pieno di noi svuotato da me e riempito da lei
adesso è vuoto.

Guerra lampo.

E così, oggi tu muori.

martedì 17 febbraio 2009

Lacrime che pesano come macigni.
non solcano ma corrodono.

Sesto senso che fa paura.
Reciproco improvviso oggi.

Ho l'affanno come se avessi corso fino a casa per paura dei draghi dietro le spalle.

Mio padre deve ancora tornare dalla casa che ha perso tutti gli odori di pulito e vita.
Io lascio che la finestra aperta cambi l'aria nella stanza.

Non ho fame.
Non c'è un luogo dove vorrei essere forse.

E' il luogo sbagliato
E' il luogo sbagliato
E' il luogo sbagliato.

Dovrei telefonarti chiederti di vederci guardarti poi a fatica mentre mi viene solo da ridere.
Dovrei quindi aprire le porte per un'ultima volta e farti capire che no
che così non raggiungi risultati e che stai rischiando solo tu.

Ho fatto un taglio dritto preciso ho aperto la mia carne ed ho lasciato uscire pezzi di me.
Pezzi grossi organi importanti serviti sul piatto.
Era necessario lasciarli li scoperti era inevitabile in mesi dove tutto è cambiato
dove ho smesso di amare dove qualcuno sta smettendo di vivere.
Erano li.
Li hai visti tutti, erano in fila erano i miei 
ed erano morbidi ancora coperti del mio sangue.
Bene. 
Descrivimi ancora come il demonio manipolatore
come una strega dalla risata acida e subdola.
Costruisci alleanze sentiti potente
ti ho lasciato vincere.
Sopra il tavolo vicino al podio
sul velluto c'è il tuo premio.

Hai vinto questa gara di corsa con i sacchi dove ogni movimento è sgraziato 
corri a piedi pari salta sull'asfalto tieni la tela tra le mani e taglia il traguardo.
Hai tutto il tempo che vuoi.
Sei l'unico a partecipare.

I vestiti nuovi dell'imperatore sono per chi li vuole vedere.
ma il re è nudo.

Ed io, io sono felice.
"When there is nothing left to burn, you have to set yourself on fire"

Sono giochi pericolosi
dovresti saperli gestire.

domenica 15 febbraio 2009

Ieri stavo zitta.
I discorsi deprimenti la tua personalità che si modella sul suo umore incostante.
Sistemati i capelli e abbraccia il suo corpo solo il suo corpo.

Parli di morti in posizione fetale 
parli e sembra che sputi.

Tu invece ti salvi. 
Ed anche tu. Soprattutto tu.

Delusioni reciproche.
Non facciamoci male.
Questo è già abbastanza.

sabato 14 febbraio 2009

Adesso sembra che scivoli

ma tu stai giudicando la mia esistenza tutta pezzo dopo pezzo tutta.
Punti il dito dritto verso di me.

Ti vengo vicino mentre tremi e non riesci a parlare 
voglio passarti con gli occhi l'odio che porto dentro 
abbassa lo sguardo accorgiti che non puoi vincere contro la mia rabbia insensibile.

Prendi le tue cose appallottolale dentro la borsa a caso
non dimenticare niente qui.

venerdì 13 febbraio 2009

Se non ci sono mai è solo perchè vorrei esserci sempre.

" Ferite enormi già guarite come se non ti avessi incontrato mai.
  Ora come allora non è ora. "
E la testa gira.
Appoggiata al vetro o alla sua spalla.
Ho smesso di riposare
anche per pochissime ore abbiamo deciso che si può dormire.

mercoledì 11 febbraio 2009

Coperto di sporco.
Incidi negativamente sulle mie depressioni.
Incidevi.
Poi diventi un mostro ed usi a tuo piacimento le labbra per sentirti meno solo.
Spilli sottovoce nell'orecchio.

lunedì 9 febbraio 2009

Schiacciami la testa con le mani lascia uscire tutto spremi stringi ti prego liberami.

Alcune immagini sono luminose ma non ti ricordi nulla e respiri male veloce
piangi piano mi chiedi di andare in corridoio perchè non vuoi che veda tutto

Guardi le foto sorridi poi apri la bocca e la lasci andare senza capirti.

Il rumore della plastica 
le bombole d'ossigeno alte quanto un bambino 
i gomiti protetti dalla garza per il peso del tuo corpo tutto su di loro 
quando riesci a stare seduto 
quando riesci a non piegare la faccia sul cuscino.

Dal bagno sento i respiri 
annuso i profumi da donna che stordiscono che coprono gli odori
gli stessi profumi che odio
adesso ne ho bisogno per non sentire 
non urlare 
non piangere
non abbracciare troppo forte da fare male 
non baciarti come se fosse l'ultima volta ogni volta 
non pensare che non ti vedrò più mangiare con gusto 
non sarai il primo a ridere 
a difendermi contro l'ira eccessiva di mio padre.

Ed i giri in bici all'alba i treni i segreti delle montagne.

Silvia morì in un giorno e morirà ancora
Maria è ancora viva e morirà per la prima volta.
Cecilia fa la spesa per sua figlia perchè non può più uscire di casa
Emanuele fa tutto il resto nel tempo che trova e che si toglie.

Schiacciami la testa con le mani come se mi odiassi 

tante inutili cazzate quando c'è chi non respira

sabato 7 febbraio 2009

Qui adesso c'è uno spazio nel mezzo.
Un buco fessura strato di niente.
Fallo piano perchè mi sta facendo male.

Il liquido nella vena scorre 
dovrebbe dilatare i vasi alleviare la pena?
Sto chiudendo strati di pelle scoperti.
Ricuci prestando attenzione alle cicatrici

Fallo piano perchè sta facendo male.
Il tempo
più cose
di quante

domenica 1 febbraio 2009

Domani avrò paura di tutto
non voglio essere la prima a piangere

voglio che tu sia lucido senza dolore nel corpo
che tu possa guardarla come una sposa 
che tu possa stringerle la mano non per chiedere aiuto 

non so in che stanza saremo 
riuscirai a stare dritto da solo?

E' un giorno di festa 
è un giorno in cui non riuscirò mai ad essere felice.