martedì 18 agosto 2009
E gli autobus bui della periferia di Bologna svuotati di gente.
Tanto non mi siedo mai comunque.
Mi ricordo che.
Davanti all'ospedale si mangiano panini pesanti si parla di niente.
Ho visto piangere una famiglia mentre non sentivo più le mie gambe.
Non ho visto quanto hanno dovuto piangere.
Tu che dovevi lavorare dopo poche ore. Notte quasi giorno.
Dormire stretti sulle sedie con le gambe tutte chiuse dentro di te
e il maglione verde.
Hai salvato molti mesi della mia vita da una profonda tristezza.
domenica 16 agosto 2009
venerdì 14 agosto 2009
Ridimensionati i dolori spingo le tue spalle fuori dalla porta.
Rivendi gli affetti all'angolo della strada affitta ancora appartamenti vuoti.
I nostri vincoli costruiti restituiti.
La cartapesta incollata di notte
è uno sforzo troppo grande ridipingere tutte le pareti.
Resisterai almeno per questo inverno.
Compromessi esasperati che assomigliano a rinunce silenziose.
Prima o poi ti stancherai di oziare sulla poltrona mangiare quello che trovi.
L'esigenza di reagire si manifesterà corposa e violenta.
L'amore sfugge inavvertitamente.
martedì 11 agosto 2009
Strade invase da macchine disordinate ed impazienti.
Miillenni sovrapposti
miscelati sui muri delle case.
I palazzi costruiti di notte, dice.
Tu cammini come lui e parli come lui
senza saperlo.
Le uniche due persone che conosco a non lasciare aperto l'ultimo bottone.
Atipiche combinazioni di caratteri.
Alcuni irriconoscibili.
Vestiti dispersi prestati
ed il mare che non si vede
ed il mare che è li.
martedì 28 luglio 2009
sabato 25 luglio 2009
venerdì 24 luglio 2009
giovedì 23 luglio 2009
mercoledì 22 luglio 2009
Tutti quei cuori boccheggiano adesso tranne il tuo il mio.
Tutti quei cuori malconci.
Non capisco bene cosa mi permetta di rimanerti attaccata al collo appesa con tutte le mie forze all'idea della tua pelle sulla mia all'idea che la prossima volta sarà più vicina.
Non ci sono similitudini non ci sono momenti infelici cancellate tutte le agonie.
Il letto è disfatto stanco bianco
tutti e due dalla stessa parte
mi basta guardarti dormire apri gli occhi adesso per guardarmi vorrei potermene accorgere.
La mattina ci sono i risvegli stropicciati sudati.
La decima doccia in poche ore l'odore che rimane incollato alla mia maglietta
il tuo odore dappertutto.
Non ci saranno periodi ipotetici qui semplicemente non ci sono le volontà.
Se potessi vederti di corsa sotto casa anche solo per restituirti un libro.
Non ci saranno futuri di alcun tipo.
Telefonate o appuntamenti.
Cerchi che si chiudono.
Ho il tuo sapore nella bocca e non significa nulla significa tutto.
Sbatterti contro per la strada e rimanere sempre li ferma fissa su di te che parli saluti lasci che rimanga li e non mi prendi per mano ma mi tocchi la schiena.
Non significa nulla
guardarti dentro gli occhi è commovente.
Non lo rimpiango questo. Non lo rimpiango questo.
Perderò il ricordo di colori e musica ma rimane il caldo sulla terrazza questa mattina e il profumo del basilico che d'estate è l'unico profumo che metterei anche addosso.
I baci sulla guancia sottili e le labbra socchiuse.
Incastri perfetti di corpi imperfetti.
L'odore delle magliette lavate dappertutto.
Chiudere tutte le saracinesche con chi le aveva spalancate staccate rubate.
Mi sono svegliata al buio la porta della stanza che sia apre si chiude
vicini provvisori che tornano nelle loro città
noi ci riaddormentiamo e non significa nulla
solo il pensiero che potrei prendere treni ogni ora potrei stancarmi ogni giorno se me lo chiedessi.
La settimana prossima non ci saranno ritorni e abbracci
non ci saranno.
Ho sempre trovato tutte le docce scomode tranne la mia
tranne la tua.
Tra tutte le persone che ho salutato sei l'unico che ho visto da lontano.
domenica 19 luglio 2009
Rosso sangue.
Dove: Macchina, divano
Come: Fili del telefono
Colonna sonora: Il silenzio
Sentire il rumore della tua rabbia e non riuscire a respirare.
Forse quello che ha reso tutto orrendo è stata la tua assenza.
martedì 14 luglio 2009
Rosso scuro.
Ripassa con la matita la linea strappa il foglio strappa tutto.
Ricopia la calligrafia di qualcun altro ricopia le azioni i gusti le abitudini i ricordi la vita gli anni le situazioni ogni giorno uguale ai nostri.
Possibile riuscire a vivere dentro una ruota per roditori?
Corri sempre senza appoggiare i piedi sospeso dentro i tuoi vuoti.
sabato 11 luglio 2009
"Lei potrebbe sedersi qui."
"No, non credo. Si sentirebbe a disagio."
"Lei forse si sentirebbe a suo agio rimanendo in piedi, lì"
"Si, lei forse si sentirebbe più a suo agio. Ma non parlerebbe con nessuno, rimarrebbe li a bere vino, concentrandosi sul vestito troppo corto stretto vistoso. Giungerebbe alla conclusione di aver scelto nel modo sbagliato e si sentirebbe a disagio. Ci metterebbe solo più tempo."
"Allora forse dovremmo cambiare la disposizione dei posti. Trovarle qualcuno con cui parlare, una persona affabile. Seduta non guarderebbe al vestito, parlando non si concentrerebbe su di se, berrebbe vino parlerebbe."
"No. Nessuno sarebbe abbastanza.
Nessuno sarebbe alla sua altezza.
Nemmeno lei è alla sua altezza."
giovedì 9 luglio 2009
Finiti i festeggiamenti rimboccati sotto le mie coperte
dormi per tutti i minuti di cui hai bisogno.
La testa pulsa sul cuscino
fermarla con le mani non serve.
Vuoi un the
ti preparo un the.
Vuoi un bacio sulla terrazza.
I vestiti persi dentro le lenzuola
i miei orari accelerati
I tuoi sorrisi sparsi dappertutto.
I miei tutti in ritardo.
E' Luglio.
Uno.
Stringersi la mano.
Presentarsi senza ancora sapere nulla di tutti questi grovigli.
Due.
Fondamentalmente odiarsi.
Respingersi avvicinarsi
ancora sconvolti da tutte le vite passate che stavano lentamente morendo dietro dentro di noi. Noi ancora attaccati a tutto quello che eravamo.
Tre.
Sbandare contro le pareti.
Insetti impazziti insetti rinchiusi
sciocchi, non vedono il cielo.
Continuano a perdere i sensi contro le superfici rigide.
Quattro.
Perdersi.
Prendersi per mano credere di averne bisogno, invischiarsi in tutto quello che non è mai stato parte di noi.
Proteggersi. Proteggersi reciprocamente perchè noi non siamo cosi.
Cinque.
Deludersi. Deluderti.
Vortici fortissimi che ho lasciato distruggessero tutto intorno. E dentro.
Non capirsi spaventarsi respingersi pentirsi mentirsi e proteggersi dal dolore facendo dolore.
Sei.
Scivolare via.
Divincolarsi e sbagliare tutto. Sbagliare modi tempi reazioni scelte parole. Omettere dettagli. Avere paura avere il cuore in gola.
Avere cura del dolore.
Sette.
Rinunciare a capire.
Sbagliare e sbagliare e cadere e accorgersi delle sfumature sempre piu scure sempre più pericolose.
Urla sotto una casa urla davanti ad una chiesa.
Tu che non potevi saperlo mentre correvi veloce altrove.
Otto.
Commuoversi scartando caramelle di cioccolata. Commuoversi scartando pacchetti perfetti.
Arrabbiarsi per le parole. Fitte al cuore. Fitte alle mani.
Nove.
Dire addio.
Lasciare porte aperte. Continue coincidenze. Rancori sedimentati rancori nuovi. Leggerti. Volerti bene. Volerti bene.
Dieci.
Ringraziamenti. Scuse.
In alcuni momenti sei stato l'unico pensiero felice.
In alcuni momenti sei stato tutte le colpe e tutte le rabbie.
Biondo e saccente, costruisci con le mani e le matite tutto quello che è sempre stato tuo.
Ho tagliato via i pezzi marci.
Rimane una radice.
Non ci sono più fragilità contaminabili.
Rosso.
Sfoghiamoci sui rami degli alberi
spezzali riduci le foglie in poltiglia
mischiati con il terreno.
Tremano le tue mani adesso che hai perso ogni controllo
trema la voce la pelle.
Il tuo cuore trema.
Credevi di soffrire quando non hai mai smesso di ridere ridere ridere.
Illusi tutti noi nel vederti sommessamente felice.
Senza dare fastidio a nessuno.
Incolpiamoci delle nostre reciproche mancanze
lottiamo ancora senza parlare risolvere curare tutti i malati che abbiamo lasciato lungo la strada verso il bivio.
Credi ancora che basti leggere.
Credi ancora che basti scrivere.
Credo ancora che a te non serva altro che piangere.
Potresti usare il pugno contro le facce.
Chiudere le dita spingere le unghie nella carne
sentire qualcosa almeno sulla pelle
mai dentro la pelle.
Rancore sputi di graffi e di memorie
la faccia pulita contro il vetro e cucinare quotidianamente parlando
sempre di niente di oggi di cose inutili di cose che non ci ricordiamo
sepolte in una stanza grande con un letto grande un bagno azzurro.
La finestra oggi era serrata
le tapparelle abbassate senza luci dentro senza piante fuori.
Non ho mai voluto regalarti una pianta.
Non ho mai voluto regalarti una pianta.
domenica 5 luglio 2009
8 mesi.
Se potesse riavvolgere il nastro cancellerebbe le ultime duecentoquarata tracce selezionate.
Una ad una eliminate.
Invece prosegue consapevole di tutti gli sbagli accumulati rifiutati ignorati.
L'acqua straborda dall'anfora.
Svuotala. Disseta il terreno inaridito.
Siete tutti legittimati ad odiarmi. Siete tutti legittimati a giudicarmi.
Siete tutti legittimati ad ignorarmi.
Dove eravamo rimasti.
Eravamo rimasti ad una porta chiusa in Via Bondi
le scale la strada l'autobus la notte Moline e l'enorme parentesi al centro.
Chiamatelo risveglio
chiamatelo come cazzo vi pare.
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