venerdì 31 gennaio 2014
Mi dispiace ma io ti odio. Non so bene come sia successo ma ho iniziato a odiarti un pezzo alla volta, giorno dopo giorno.
Il primo odio per la voce, il tono la cadenza l’accento il volume la risata il masticare il mandar giù il bolo e di fila le labbra, le espressioni le fossette quando ridi gli angoli della bocca la bocca tutta intera e da lì in un secondo gli occhi e le mani quando parli disegni scrivi tocchi cucini apri la porta con le chiavi e la richiudi con il piede, ah il piede l’odio per i lacci le tennis con gli strappi i sandali, dai ti prego i sandali.
Credimi non volevo, ho provato a dirmi no ma cosa fai invece mi dispiace ma io ti odio.
Lo so, è sbagliato. Ma sai come funziona, al cuor non si comanda.
martedì 21 gennaio 2014
Le signore ingombranti al bancone del bar bevono il caffè a gomiti alti.
Sono piene di cose da dirsi e di nipoti intelligenti.
Tu allunghi il braccio dalla seconda fila, arrivi alla tazzina e la tiri a te senza zucchero.
I figli ormai grandi, i cappotti di sartoria, Maria la vedi ancora?
Maria non esce mai sono passata a casa sua per gli auguri di Natale.
Sapessi che tristezza.
La tazzina scotta tutta e le labbra bruciano.
Stesso percorso al contrario fino al piattino, sopra al bancone.
Saranno questi i modi signorina, con quel braccio avanti e indietro mi rovescia tutto addosso.
Sono piene di cose da dirsi e di nipoti intelligenti.
Tu allunghi il braccio dalla seconda fila, arrivi alla tazzina e la tiri a te senza zucchero.
I figli ormai grandi, i cappotti di sartoria, Maria la vedi ancora?
Maria non esce mai sono passata a casa sua per gli auguri di Natale.
Sapessi che tristezza.
La tazzina scotta tutta e le labbra bruciano.
Stesso percorso al contrario fino al piattino, sopra al bancone.
Saranno questi i modi signorina, con quel braccio avanti e indietro mi rovescia tutto addosso.
giovedì 4 ottobre 2012
mercoledì 19 ottobre 2011
Dimentica subito il suo nome, appena dopo le presentazioni.
Lei gli stringe tutta la mano e torna nell'altra stanza; lui perde il suo tempo a riconquistare Michela.
Toccandole il braccio sorride, poi beve. Appoggiato al muro pensa sia molto bella.
Parla dei lavori che vanno abbastanza bene, della casa che non si trova e della sua stanza sempre disordinata. Vieni a vedere quanto.
La mattina nel letto ha mal di testa e sente Michela parlare con gli altri, c'è della musica bassa e rumore di padelle. Sta già cucinando per tutti. Prepara con quello che ha trovato, poche cose nella credenza e il succo alla pera nel frigo. Anche perché non c'è latte.
Gira la testa sul cuscino e vede il cappotto di lei sulla sedia. La sciarpa e il cappello.
Dalla porta gli dice buongiorno, guarda che stiamo per fare colazione, vieni.
Avrà sicuramente finito cose che avrebbe preferito mangiare in un altro momento.
Dalla camera al bagno, dal bagno alla cucina, il corridoio è tutto pieno di cose.
Si sono fermati in molti a dormire.
Infila una maglietta, di quelle buttate vicino al letto, e i pantaloni della sera prima. Il maglione lo prende dal salotto.
Ci sono cinque persone in cucina. Michela, due amici, uno sconosciuto calvo e quella ragazza di ieri sera. Le tazze sono tutte sporche nel lavello, usano bicchieri.
Tieni il caffè. Sto preparando dei toast con quello che ho trovato.
Grazie Michela.
Si siede e ha mal di testa anche in cucina.
La ragazza di cui non ricorda il nome gira i toast con la punta delle dita, per farli dorare da entrambi i lati. Un movimento veloce così da non scottarsi.
Si chiede con quale di quelli avrà dormito.
Con Michela non sa come fare, dovrà dirle anche questa volta scusa, è stato uno sbaglio, ero ubriaco.
sabato 16 luglio 2011
Hai da offrire dei kiwi, sono nel tuo frigo e li hai comprati per me, anche se non ho mai visto la tua casa. Ne hai mangiato uno ogni sera per tutta la settimana con il cucchiaino, davanti alla televisione; con un piattino sotto per non fare colare il succo. Ti sei accorto che la parte bianca mangiata da sola sa di banana e avresti voluto dirmelo solo girando la testa o parlando a voce più alta.
martedì 14 giugno 2011
Isolato dal vento, c'è il tuo corpo in un angolo. Sembra triste, messo dentro le braccia con la testa chiusa al buio, tra le gambe e il respiro bloccato nella pancia. Ti riposi qualche ora, rimani immobile anche se hai sete e vorresti acqua a temperatura ambiente. Mi piacerebbe appoggiare la mano sul tuo ginocchio e dirti ecco l'acqua, scusa se non ho il bicchiere ma non mi davano quello di vetro.
giovedì 12 maggio 2011
giovedì 7 aprile 2011
Il mio soldatino è tornato, con la barba lunga. E' venuto a cercarmi che ancora dormivo attaccandosi al campanello giù in strada. Rimarrà per pochi giorni. Mangia molto e si lava le mani spesso, dice che gli era mancato muoverle e sentire profumo. Quando dormiamo mi abbraccia forte si aggrappa al mio corpo e lo lascia solo quando è sicuro di non cadere o quando sa che sta per ripartire.
venerdì 1 aprile 2011
Fai ordine spostando le cose ai lati della stanza e mettendole in fila o una sopra l'altra se sono dello stesso tipo. La polvere la soffi via e si disperde in aria, se guardi in controluce la vedi girare. Sopra il letto un lenzuolo tutto al centro che si vede il materasso. Tu dormi bene anche così, non ti servono altro che due cuscini sotto la testa e uno di lato come fossi sul divano. Sul divano quello vero i vestiti, nell'armadio i cappotti. Ti piacerebbe usare un porta abiti aperto come il suo ma poi i vestiti puzzano di sigaretta e già si sente dai capelli. Mangi in fretta nei piattini e usi il cucchiaino per il riso. Quando ti vedo lavorare vorrei abbracciarti ma so che non ti piace e così sorrido e basta.
sabato 26 marzo 2011
mercoledì 23 marzo 2011
Se prendesse fuoco il bidone dell'immondizia nella stanza brucerebbe in fretta, perché dentro c'è soprattutto carta. Brucerebbe veloce anche il tavolo che è di legno, fino ai cassetti nel mezzo con dei soldi in una busta dentro. Se fossi lì mi brucerei anche io prima di provare a spegnere tutto con quello che trovo in casa come degli asciugamani bagnati, sperando che funzioni.
lunedì 21 marzo 2011
Ho deciso che io no non ti amerò. Potrai farmi il tuo sorriso e ingannarmi per ore ma tanto rimarrò lontana e le cose che voglio me le inventerò tutte con la testa senza bisogno di te che mi dici che sono migliore. Poi la sera ti fermerai a parlare con le donne e non sentirò niente, riuscirò a guardare. Se sto così ancora un po' lo posso immaginare come sarebbe bello svegliarci quando ci pare e aprire gli occhi perché ci dobbiamo rivedere. E invece ho deciso che io non ti amerò per niente e tutte queste cose le vivrai tra qualche anno con una ragazza che ancora ci crede e forse ci riuscirà a farle credere anche a te.
venerdì 18 marzo 2011
martedì 15 marzo 2011
Piove molto senza freddo. Sono quasi inciampata sui suoi ombrelli tutti per terra. Gli ho chiesto scusa, guardavo dritto e non mi ero accorta di lui che li vendeva. Nei negozi è caldissimo e ci sono dei sacchetti apposta per non far colare l'acqua su pavimento da sotto l'ombrello. Pero' vanno bene solo per quelli lunghi, gli altri non ci stanno. Trovare slip di cotone e basta è difficile.
sabato 12 marzo 2011
La sua faccia felice lui non se la merita per niente. Ci sono i motivi della sera prima e quelli della mattina dopo con la febbre. Potrebbe anche fare finta di non curarsene. Il piccolo corteggiamento continua di pomeriggio ma funziona male e lei ripensa a quella coppia di Berlino che si era costruita un giardino sul tetto. Quelli sì che si volevano bene e sapevano come usare tutta questa voglia.
domenica 13 febbraio 2011
Una bottiglia già finita e una ancora chiusa che ci aspetta. Dammi un bacio sulla guancia prima di andare a prendere i bicchieri di là che li avevamo messi da lavare. Muovi le mani sul mio collo contro i capelli e mi fai tutti i nodi che non riuscirò a togliere più, me li sentirò sulla nuca tra dei mesi quando chissà dove sei e cosa fai.
Iscriviti a:
Post (Atom)